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mercoledì 9 febbraio 2022


«La frutta? E' diventata un articolo da weekend»

“Il consumo di frutta è sempre più concentrato nei weekend, quasi fosse diventato un articolo esclusivo dei pasti del sabato e della domenica”. A dirlo a IFN è Fulvio Bosatelli della Bbr Ortofrutta, società attiva all'interno dell'Ortomercato di Bergamo.

Una tendenza che il venditore attribuisce alla crisi finanziaria che stanno vivendo le famiglie italiane, soprattutto quelle di ceto basso. “Gli aumenti non sono solo per i prodotti ortofrutticoli, su cui pesa il caro prezzi per trasporto, imballaggi, trattamenti nelle campagne e manodopera – continua il grossista – ma colpiscono anche le famiglie dal punto di vista degli aumenti energetici e dei carburanti. Le risorse finanziarie che rimangono destinate all’acquisto di frutta e verdura sono davvero limitate. I consumatori preferiscono acquistare prodotti a un costo più basso come la pasta, per concentrare i pochi acquisti di ortofrutta nel fine settimana. Noi ovviamente speriamo che questa tendenza possa essere presto smentita”.


Fulvio Bosatelli

Venendo ai singoli prodotti, il grossista sottolinea consumi ‘a singhiozzo’ per le mele: “Se in generale gli acquisti delle mele prendevano quota in questo periodo, adesso i consumi sono inferiori rispetto allo storico”. Bbr frutta lavora principalmente con il gruppo Melinda: “Sulla mela gialla ovvero la Golden, registriamo vendite più o meno costanti per i prodotti di prima categoria quindi calibri 85/90 mentre sui calibri piccoli si fa sempre più fatica”. Il grossista commercializza le Envy a oltre 1,90 euro al chilogrammo, le Kanzi a 1,70/1,80 euro al chilo e le Pink Lady a 2/2,10 euro al chilogrammo (tutti i frutti considerati sono di calibro 80).

Per quanto riguarda le pere, il venditore segnala una campagna delle Abate italiane ormai agli sgoccioli e con vendite scarse: “Commercializziamo i frutti di calibro 14 a 3,30/3,50 euro al chilogrammo, quelli di calibro 16 a 3,00/3,30 euro al chilo – dice Bosatelli – mentre abbiamo scaricato oggi i primi bancali di Williams dal Sudafrica ma è ancora presto per parlarne”. Sono invece a fine campagna le Decana di provenienza olandese: “Questi frutti hanno fatto una buona campagna, il prodotto lavorato lo vendiamo a 2,50 euro al chilo ma la disponibilità è ormai terminata. Al contempo stiamo vendendo la Decana italiana a 3,50 euro al chilogrammo”.


Foto di archivio di Bbr Ortofrutta

Molto marcata anche la forbice prezzi per i kiwi: il prodotto greco è sempre più competitivo e venduto a 1,80 euro al chilogrammo, mentre lo stesso frutto italiano è commercializzato a 2,30/2,50 euro (ragionando sempre per calibri 23/25). “La qualità è quasi allo stesso livello – dice il grossista – per quanto io sia uno strenuo difensore del prodotto italiano, devo dire che anche i produttori greci sono diventati molto bravi”.

Per quanto riguarda gli agrumi, Bosatelli segnala consumi ridotti anche per le clementine Orri: “E' la varietà che di solito prende quota da adesso fino a aprile. Vendiamo il prodotto spagnolo a 2,60/2,70 euro al chilogrammo mentre quello israeliano a 2,20/2,30 euro al chilo”.

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