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lunedì 14 febbraio 2022


Coldiretti in difesa della manodopera straniera

A ridosso del nuovo incendio occorso al campo nomadi di Stornara, Coldiretti Puglia ha diramato una nota stampa a difesa della manodopera straniera: "Vanno tirati fuori dall'invisibilità i migranti che arrivano in Puglia e possono contribuire in modo strutturale e determinante all'economia del Paese, rappresentando una componente indispensabile per garantire i primati del Made in Italy. Coldiretti a Foggia - continua la nota - ha avviato percorsi di trasparenza e condizioni di vitae lavorodignitose per i migranti che giungono in Puglia, dai servizi alla persona all'assistenza fiscale, dal trasporto garantito per raggiungere i lavoro luoghi di lavoro alla consulenza per le buste paga, fino alle vaccinazioni a beneficio dei migranti che lavorano nei campi presso Casa Sankara Ghetto Out".

"E' il segnale - si sottolinea - di un modello di sviluppo dell'agricoltura, fonte di grandi opportunità occupazionali da realizzarsi seguendo la strada della trasparenza, della legalità e delle regole certe. E' fondamentale mettere le imprese agricole nella condizione di beneficiare realmente del contributo che i lavoratori extracomunitari possono offrire, strappandoli alla condizione di invisibilità", dice Pietro Piccioni, delegato confederale di Coldiretti Foggia.



La Coldiretti, inoltre, ricorda che in Puglia è ottenuto da mani straniere più di un quarto del Made in Italy a tavola, con oltre 38mila lavoratori stranieri che forniscono il 22,4% del totale delle giornate di lavoro, solo nella provincia di Foggia si contano oltre 973mila giornate di lavoro forniteda lavoratori stagionali stranieri, il 27,61% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore. "E' fondamentale rendere più facili e meno farraginose le domande di assunzione dei lavoratori, necessari soprattutto nei periodi di raccolta di prodotti agricoli in cui è fortemente richiesta la manodopera stagionale", evidenzia Piccioni.

La manodopera extracomunitaria in agricoltura, secondo l'associazione dei coltivatori diretti, resta determinante in Puglia nelle coltivazioni arboree con il 53,8% (frutta e viticoltura) e nelle colture orticole con il 17,7% (fragole, meloni, insalate, pomodori, radicchio), con i braccianti extracomunitari che hanno per quasi 1'88% una occupazione stagionale e rappresentano circa il 10% dei lavoratori dipendenti regolarmente impegnati in agricoltura. "Il contributo dei lavoratori immigrati all'agricoltura pugliese conclude è importante nella raccolta dei pomodori, degli asparagi e dei carciofi e nelle stalle sono diventati assolutamente i nsostituibili".

Fonte: Il Messaggero


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