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mercoledì 16 febbraio 2022


Drupacee, allarme fioriture precoci

Le temperature miti e l’assenza di gelate hanno favorito le fioriture precoci delle drupacee: a Monopoli (Bari) i primi fiori hanno iniziato a vedersi in questi ultimi giorni, in anticipo di quasi due settimane rispetto allo stesso periodo di anno scorso.
“La preoccupazione ora è che le fioriture premature possano creare dei problemi se nel mese di marzo avremo delle gelate, come è solito succedere” spiega a IFN Gianni Liso, amministratore dell’azienda agricola Miss Freschezza, che dedica alla coltivazione delle drupacee (albicocche e pesche) circa il 40% delle sue superfici, pari a circa 40 ettari.



E continua: “Queste temperature così alte non si verificavano da tempo, alcuni giorni abbiamo raggiunto anche i 20 gradi centigradi. Con questo clima, rischiamo che le piante perdano le ore di freddo necessarie per la formazione dei frutti. Senza pensare che a marzo è molto comune registrare delle gelate che possono interrompere lo sviluppo delle fioriture: anche anno scorso è successo e abbiamo avuto parecchi danni”.

In caso di gelate i problemi sarebbero enormi, soprattutto per le varietà precoci che in azienda rappresentano il 15% delle colture: “Per esempio abbiamo l’Early bomba che è già in piena fioritura – commenta Liso – se dovesse arrivare una gelata l’unico metodo che abbiamo a disposizione è accendere dei fuochi con la paglia attorno alle piante. Non abbiamo i sistemi antibrina come al nord: la nostra regione non è mai stata particolarmente fredda anche se eventi atmosferici improvvisi come le gelate sono sempre più comuni”.



L’amministratore dell’azienda conclude con un ragionamento sulle assicurazioni: “Prima di incappare nel danno da gelate, vorremmo sottoscrivere un’assicurazione ma le compagnie ancora non lo permettono”. 



Il fenomeno delle fioriture anticipate si sta verificando anche nell’areale toscano. A porre l'attenzione sui rischi che possono generarsi sulle colture è una nota stampa di Confcooperative Toscana: “Belle le fioriture anticipate che si vedono anche quest'anno, ma attenzione alle possibili gelate tardive”. 
In particolare il presidente di Fedagripesca Confcooperative Toscana Fabrizio Tistarelli sottolinea: “Lo scorso anno si è registrato un calo medio di produzione del 70% dopo le gelate di marzo e soprattutto quelle di aprile. Facciamo in modo che non tutto il gelo sia venuto per nuocere”.



Tra le pratiche preventive che stanno prendendo sempre più piede – continua il comunicato - c’è quella dell’irrigazione antibrina o sovrachioma che, cospargendo di acqua le colture quando la temperatura scende sotto lo zero, permette di formare uno strato di ghiaccio su tutti gli organi vegetali che funge da isolante tra l'aria più fredda e la pianta.
“La prevenzione è diventata un elemento imprescindibile per chi intende investire in agricoltura– prosegue Tistarelli –  Ma le risorse a disposizione non sono sufficienti, meno ancora i ristori ben lontani dai danni. Anche perché il caro energia e l'aumento dei prezzi stanno pesando già molto anche sugli agricoltori”.
“Abbiamo accolto con favore l’impegno della Regione Toscana – conclude il presidente di Fedagripesca Confcooperative Toscana – quando lo scorso anno ha chiesto al Mipaaf lo stato di calamità dopo aver raccolto oltre 2700 segnalazioni con danni stimati in oltre 250 milioni di euro. Nei mesi scorsi abbiamo apprezzato l’impegno nell’incentivare proprio la pratica dell’irrigazione antibrina con contributi alle giovani imprese. Ma oggi chiediamo che quella misura ampi il suo raggio e consenta ad un numero più elevato di imprenditori e agricoltori di fare prevenzione nei campi. Solo così sarà possibile alleviare i danni da gelate tardive e, conseguentemente, evitare di richiedere ristori mai congrui ai danni effettivamente subiti”.

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