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giovedì 17 febbraio 2022


Come sostenere il melone nel post trapianto

Negli areali più precoci del Sud Italia è tempo dei primi trapianti per i meloni. Un'attività che nelle prossime settimane andrà via via coinvolgendo anche le altre aree vocate del Paese. Nella fase di preparazione del terreno è bene preoccuparsi di fornire sostanza organica e concimi che possano integrare fosforo e potassio; ma è nel post-trapianto che si può intervenire per sostenere la pianta in questa delicata fase.

Come? Fomet ha messo a punto una strategia specifica, frutto di diverse prove in campo. Una strategia che, come spiega la società veronese, punta a migliorare l'attecchimento delle piantine riducendone le fallanze e far partire la coltura in modo vigoroso ed uniforme.



E l'uniformità nella produzione è importante per poter poi gestire al meglio la campagna e programmare le forniture. Ma torniamo alla strategia, che si basa su interventi per fertirrigazione. Fomet propone l'utilizzo di Biokelp® a 10 kg/ha in miscela con Nilofert® a 10 kg/ha a partire da dieci giorni dopo il trapianto con due interventi ripetuti a distanza di quindici giorni.



"Con questi formulati andiamo a stimolare la radicazione, riducendo lo stress della pianta nel post trapianto e intervenendo sul terreno in modo che i gli elementi nutrizionali siano più disponibili - spiega Fabio Tressino, responsabile fertilizzanti speciali di Fomet - Il nostro Biokelp® è un concentrato di alga Ecklonia maxima estratta con un processo a bassa pressione e a temperatura ambiente, ricco in fitormoni naturali con un altissimo contenuto in auxine e citochinine e tutta una serie di fitocomposti che giocano un ruolo sinergico tra loro. Il formulato contiene zinco e manganese chelati EDTA. Biokelp® in post trapianto stimola lo sviluppo radicale e riduce lo stress della pianta. Il prodotto è autorizzato in agricoltura biologica e viene utilizzato anche per l'uso fogliare in prefioritura, ingrossamento frutto e nella fase di maturazione in miscela con altri formulati".



Completa la strategia Fomet, come anticipato, Nilofert®. Si tratta di un prodotto in polvere idrosolubile composto da acidi umici da leonardite. "Si scioglie bene in qualsiasi condizione, ad eccezione di miscele con prodotti a reazione acida o acque eccessivamente cariche di carbonati o ferrose, senza intasare i filtri dell'impianto di fertirrigazione - aggiunge il responsabile fertilizzanti speciali di Fomet - Il suo compito è quello di aumentare la capacità di scambio cationico veicolando in modo più efficiente gli elementi nutrizionali all'interno dell'apparato radicale. Il prodotto migliora notevolmente la struttura del suolo soprattutto su terreni leggeri con un alto contenuto di sabbia. Nilofert® - conclude Tressino - oltre alla fase di post trapianto è poi utilizzabile con regolarità a 2 kg/ha ogni qualvolta si preveda di fertirrigare la coltura in miscela con concimi organici o minerali".

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