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martedì 22 febbraio 2022


Limoni spagnoli, impronta idrica ridotta del 39%

I limoni spagnoli salgono sul podio delle buone pratiche ortofrutticole. Come ha comunicato l’associazione interprofessionale del limone e pompelmo Ailimpo nel rapporto “Impronta idrica dei limoni in Spagna”, i frutti hanno ridotto la water footprint del 39% negli ultimi 30 anni.
La nota stampa continua specificando che “il limone spagnolo è riuscito a ridurre la sua impronta idrica a 271 metri cubi/tonnellata, posizionandosi come il frutto con la WF più bassa tra tutti quelli coltivati nel Paese. 


Ma come sono arrivati a questo traguardo i produttori spagnoli? Grazie ad interventi di irrigazione e fertilizzazione, che hanno aumentato la produttività aziendale del 274% negli ultimi 30 anni, ottenendo una maggiore produzione per quantità di acqua utilizzata.
In particolare – specifica il comunicato – si è investito molto nelle infrastrutture di stoccaggio e distribuzione. Ad oggi infatti l'84% della superficie coltivata utilizza sistemi di irrigazione localizzata, rendendo più efficiente l'uso dell'acqua e delle risorse nutritive delle piante. 
E il lavoro non è ancora finito: i produttori spagnoli di limoni continuano ad affinare l’impronta idrica delle loro colture. Lo fanno aumentando gli investimenti in tecnologie di agricoltura di precisione per ridurre al minimo l'uso dell'acqua con tecniche come il monitoraggio dell'acqua nel suolo, il posizionamento di pacciamature sulle linee di coltivazione, la copertura di bacini di irrigazione.



Impronta idrica, cos’è e come si calcola
L'impronta idrica è un indicatore dell'utilizzo di acqua dolce per ottenere un prodotto o servizio, che considera sia il consumo diretto che quello indiretto lungo l'intera filiera. Per questo vengono presi in considerazione tre fattori: l'impronta idrica blu, che è l'acqua estratta da fonti superficiali o sotterranee; l'impronta idrica verde, derivata dalla pioggia assimilata dalle colture stesse; e infine, l'impronta idrica grigia, che corrisponde all'acqua utilizzata per non alterare l'acqua blu.
“Il calcolo dell'impronta idrica rientra nella politica di sostenibilità di Ailimpo in campo ambientale, il cui scopo è allinearsi ai punti 6 e 12 degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sdg) delle Nazioni Unite, a cui si riferiscono per garantire la disponibilità e gestione sostenibile dell'acqua e dei servizi igienico-sanitari per tutte le persone”, spiega Ailimpo.
Questo lavoro innovativo svolto dall'interprofessionale ha seguito la metodologia stabilita dal Water Footprint Network (Wfn) - l'organizzazione di riferimento mondiale - offrendo informazioni sull'impronta idrica dei limoni prodotti in Spagna per varietà e provincia. I dati ottenuti sono stati poi confrontati per analizzarne l'evoluzione negli ultimi 30 anni e contrastare l'impronta del limone rispetto ad altri frutti.
Secondo il rapporto, l’impronta idrica del limone prodotto in Spagna a circa 271 metri cubi a tonnellata, con l'impronta idrica blu pari a 155 metri cubi a tonnellata, l’impronta verde a 56 metri cubi a tonnellata e l’impronta idrica grigia a 60 metri cubi a tonnellata.

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