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giovedì 21 aprile 2022


«Crollo degli asparagi, pomodori in stallo»

“La settimana è partita sottotono rispetto alla scorsa di Pasqua, anche se a confronto con gli anni passati i trend sono in calo”. A dirlo a IFN è Sebastiano Vendramin, venditore dell’azienda Agricola Lusia operante al mercato di Treviso.


E continua: “Se gli altri anni i prodotti più gettonati erano asparagi e carciofi, quest’anno abbiamo venduto ma di certo non abbiamo visto una corsa agli acquisti”.
Il venditore punta il dito contro due fattori: situazione post-Covid e capacità finanziaria dei consumatori.
“Da inizio Covid è cambiata un po’ la modalità di aggregarsi e probabilmente non si fanno più i pranzi allargati di una volta, per cui la spesa è minore – specifica Vendramin – inoltre in questi ultimi mesi il mercato si è destabilizzato e il consumatore ha meno potere di acquisto. Le spese sono aumentate per tutti e i consumatori sono in generale più attenti, a scapito degli articoli di fascia alta”.



Venendo ai prodotti di stagione, da Agricola Lusia segnalano un crollo per gli asparagi: se le quotazioni del prodotto verde hanno tenuto registrando un calo del 30% rispetto alla scorsa settimana, il prezzo degli asparagi bianchi ora è più che dimezzato. Ma il vero problema – sottolinea il venditore – non è tanto il prezzo ma il mancato assorbimento: i grossisti che avevano fatto scorte lo scorso weekend, hanno ancora merce in rimanenza e questa settimana non hanno fatto acquisti. E sono convinto che la festività in arrivo non inciderà molto sul mercato, considerato che non ci sono le stesse occasioni conviviali di Pasqua”.



Di questi trend di mercato non beneficia neanche il pomodoro Marinda o datterino di fascia alta, commercializzati nella fascia prezzo 4/6 euro al chilogrammo: “Se gli altri anni per la settimana di Pasqua andavano via con facilità – dice Vendramin – quest’anno abbiamo fatto davvero fatica a venderli”.
E continua: “I produttori continuano ad alzare i prezzi per il prodotto rosso (soprattutto datterino, ciliegino e pixel) a causa dei rincari dei costi di produzione e anche perché c’è meno disponibilità di prodotto: in Sicilia hanno avuto diversi problemi sul datterino long life (prodotto da settembre a maggio) perché le temperature basse hanno rovinato diverse piantagioni. Anche per questo motivo le quotazioni rimangono alte ma in generale i consumatori non comprano questa merce o la comprano a prezzi ridotti perché non c’è la possibilità di spesa”.



E’ invece appena iniziato il consumo del pomodoro cuore di bue: “Le scorse settimane il prodotto tentennava e abbiamo iniziato ora a venderlo – commenta il grossista – però anche questa referenza dipende molto dalle temperature: per esempio martedì lo abbiamo venduto, oggi (mercoledì per chi legge, ndr) molto meno. E probabilmente i consumi rimarranno bassi finchè non farà un po’ più caldo”.

L’instabilità delle temperature si fa sentire in particolare sui trend commerciali della frutta: “Se gli ortaggi tutto sommato si vendono, la frutta ha molte più difficoltà. Per esempio abbiamo iniziato a commercializzare i primi meloni retati siciliani ma è davvero difficile realizzare le vendite, in generale però i prodotti primaverili tentennano a partire” conclude Vendramin.

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