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martedì 31 maggio 2022


«Irrigazione, a rischio l’80% dei terreni agricoli»

Entro il 2050 l’80% dei terreni agricoli non avrà abbastanza acqua per le coltivazioni. E’ il monito che arriva dallo studio “Valutazione globale della scarsità d'acqua agricola che incorpora la disponibilità di acqua blu e verde in un futuro cambiamento climatico” realizzato dal National Key R&D Program of China, insieme alla Swiss National Science Foundation, alla National Natural Science Foundation of China, al Chinese Universities Scientific Fund e riportato dalla testata Focus.it.

Dopo aver esaminato i requisiti idrici attuali per l’agricoltura mondiale, lo studio ha calcolato se vi sarà abbastanza acqua nel 2050. Tra i criteri tenuti in considerazione ci sono l’acqua necessaria per l'irrigazione (tenendo conto dell'aumento della richiesta di prodotti agricoli in rapporto alla crescita della popolazione) e quanta ce ne sarà a disposizione a partire dalle piogge (acqua blu) e da quella presente nel sottosuolo (acqua verde).
In particolare, lo studio ha sottolineato come la domanda di acqua negli ultimi 100 anni sia cresciuta due volte più velocemente della crescita della popolazione umana, creando gravi problemi soprattutto nelle aree colpite da siccità, come gli Stati Uniti occidentali, serviti dal bacino del fiume Colorado. 



Disponibilità idrica e fabbisogno idrico agricolo durante il periodo di riferimento (1981-2005).
La disponibilità di acqua blu (A), la disponibiltà di acqua verde (B),
il fabbisogno idrico delle colture (C) e l'indice di scarsità idrica agricola (D)

“Questo è il primo studio che propone un indice per capire quanta acqua è necessaria per una determinata area agricola e consente di valutare in modo coerente quali possono essere le ricadute economiche e sociali in caso di scarsità d'acqua” ha commentato Xingcai Liu (Accademia cinese delle Scienze), a capo dello studio.

Se l’acqua verde accumulata nel sottosuolo è la principale risorsa d’acqua per l’irrigazione in l’agricoltura, è vero anche che è direttamente collegata a quanta acqua cade dal cielo nel corso di un decennio. “Stando ai ricercatori – scrive la testata - i cambiamenti climatici porteranno nel corso dei prossimi anni a una forte riduzione dell'acqua di falda, e ciò significa che è molto improbabile che si riuscirà a sostenere il numero di raccolti necessari per una popolazione in crescita”.



“Lo studio è di grande aiuto perché è la prima volta che si ha un quadro completo dell'acqua a disposizione per l'agricoltura – sostiene Mesfin Mekonnen (Università dell'Alabama), ingegnere ambientale non coinvolto nella ricerca - La maggior parte delle precedenti ricerche globali teneva conto solo delle precipitazioni, e il fatto che pur tenendo conto anche di quelle presenti nel sottosuolo non vi sia acqua a sufficienza per l'agricoltura, deve fare profondamente riflettere”. 
Tra le soluzioni indicate da Mekonnen c’è l’individuazione di nuovi confini economici e politici che permettano di coltivare là dove l'acqua è prevista in crescita (poche aree delle Pianeta), come ad esempio nel nord della Cina. “Questa mossa servirebbe a compensare la riduzione dei raccolti in altre aree, come appunto negli Stati Uniti” conclude.

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