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venerdì 17 giugno 2022


Meloni, ottime performance per il biologico

La campagna del melone retato è ormai nel vivo e Pietro Ciardiello, direttore di Coop Sole, fra risultati iniziali ed aspettative per i prossimi mesi, traccia un primo quadro della stagione in corso.



In accordo con le sue strategie produttive, focalizzate sempre di più sulla produzione biologica, anche per il melone, la cooperativa ha incrementato nettamente l’offerta del non convenzionale. Avviata quattro anni fa, infatti, la produzione di melone bio rappresenta oggi circa il 25% del totale e può contare su un calendario produttivo che parte da maggio per arrivare alla prima decade di settembre.



I mercati consolidati, estero e nord Italia, stanno rispondendo molto bene ma da quest’anno i meloni di Coop Sole raccolgono favore anche nei reparti ortofrutta delle regioni del Sud.
“Di fatto, siamo in grado di garantire una qualità costante del prodotto, il che ci garantisce continuità di rapporto con la distribuzione - spiega a Ifn il direttore - I volumi commercializzati finora sono in linea con gli anni precedenti ma speriamo di arrivare a 15 mila quintali di prodotto bio e a 50.000 quintali in totale”. Visti i diversi investimenti effettuati in innovazione e ricerca varietale, riteniamo siano cifre più che plausibili. 



“Abbiamo scelto delle varietà in grado di avvicinare sempre di più gli standard qualitativi dei nostri meloni alle richieste che ci arrivano dal mercato – commenta il direttore generale – siamo molto contenti dei nuovi prodotti, che corrispondono agli obiettivi che ci eravamo posti”.
Gli investimenti continueranno anche il prossimo anno, con l’idea di valorizzare il più possibile le varietà locali. “Vogliamo essere presenti in maniera autorevole in distribuzione e soddisfare al meglio gli standard richiesti dai consumatori – sottolinea Ciardiello – ed anche le nostre collaborazioni con le aziende partner si muovono in questa direzione. Per esempio con Agricola Don Camillo e Canova per il prodotto biologico, decidiamo insieme le strategie da intraprendere”.



La prima richiesta da soddisfare per i meloni è sicuramente quella del gusto, a cui segue una buona shelf life e una pezzatura media. “I consumatori ricercano prima di tutto un prodotto buono da mangiare, sul gusto e sul profumo non ci sono compromessi che tengono – specifica il manager – le stesse caratteristiche vanno mantenute intatte per più giorni, per questo abbiamo studiato un prodotto che garantisca almeno sette giorni di shelf life. Per quanto riguarda le pezzature, cerchiamo di stare sempre nella fascia intermedia (pari a 1/1,50 chilogrammi per i frutti convenzionali e leggermente più piccole per i meloni bio): in questo modo il prodotto non risulta troppo costoso per le tasche dei consumatori”.



In quanto alle quotazioni, poiché maggio è stato un mese ottimale dal punto di vista della richiesta di mercato, si sono spuntati buoni prezzi. "A giugno rileviamo un'abbondanza di prodotto. Non c’è stato però nessun problema dal punto di vista della qualità – conclude Ciardiello – fortunatamente il mercato ha assorbito abbastanza bene quantitativi e prezzi. Questi ultimi, infatti, pur avendo subito un leggero calo rispetto a maggio, rimangono perfettamente in linea con quelli dell’anno scorso”.

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