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martedì 5 luglio 2022


Agrofarmaci, lavoro e siccità: tutti i nodi del settore

Tutti i giorni il settore ortofrutticolo italiano è costretto a farci i conti e hanno conseguenze dirette sia sulle vite dei produttori ma anche sulle tasche dei consumatori. Stiamo parlando dei regolamenti sugli agrofarmaci, della questione manodopera e della problematica siccità. Verso quali soluzioni si stanno muovendo le istituzioni italiane? Ne abbiamo parlato con Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti, a margine del convegno inaugurale della 73esima assemblea di Fruitimprese svoltasi a Roma (clicca qui per approfondire).


L'assemblea di Fruitimprese tenutasi a Roma

Sugli agrofarmaci la Commissione Europea ha da poco presentato la proposta di un nuovo regolamento per un utilizzo sostenibile di queste sostanze, che andrà a sostituire la direttiva esistente. Se le principali associazioni del settore sono già intervenute a riguardo (clicca qui per approfondire), Prandini intravede due soluzioni: in primis un regolamento di carattere comunitario uguale per tutti i Paesi aderenti e, in secondo luogo, un’analisi approfondita per ogni singolo prodotto.
“Il primo scoglio da superare – commenta Prandini – è ottenere un principio per cui le regole siano applicate allo stesso modo in tutti gli Stati membri – commenta Prandini - cosa che oggi purtroppo non avviene, considerato il fatto che solo in alcuni Paesi le regole sono restrittive”.


E continua: “Ne è un esempio quello che è successo qualche anno fa alla pericoltura italiana: al settore erano state applicate regole molto restrittive e il mercato ha sopperito alla mancanza di prodotto nazionale con acquisti esteri, soprattutto dalla Spagna. Con la conseguenza che le pere estere sono finite per sostituire le nostre sui canali della Gdo”.
Poi il presidente di Coldiretti sostiene la necessità di una presenza assidua delle istituzioni sia a livello politico che di dirigenti pubblici: “Va difesa e motivata la richiesta dell’introduzione di un nuovo prodotto fitosanitario o la sua sostituzione. Quelli che abbiamo a disposizione in tanti casi vengono annullati con troppa semplicità: un meccanismo che arreca un danno sul valore economico del prodotto, oltre che sulla capacità produttiva delle singole imprese, che si riflette sulla filiera a livello globale”.



Sul tema dell’emergenza manodopera, Prandini sottolinea la necessità di procedure snelle e veloci. “Mai come oggi dobbiamo arrivare a reintrodurre i voucher, seppure in modo diverso – dice Prandini – Le lungaggini del decreto flussi purtroppo ci metteranno in una situazione di criticità: questo dimostra come le istituzioni devono sapere leggere i bisogni delle imprese altrimenti anche quello che abbiamo costruito negli anni passati rischia di essere compromesso”.



Infine Prandini interviene sulla questione siccità, problematica che sta mettendo in ginocchio l’intero settore produttivo. “Nell’immediato siamo soddisfatti di aver richiesto il riconoscimento dello stato di emergenza: in questo modo le regioni sono coinvolte a ragionare insieme in termini di pianificazione insieme alla presenza della Protezione Civile. Questa collaborazione consente un monitoraggio completo e puntuale sulle risorse irrigue disponibili e ne garantisce l’utilizzo prima di tutto per uso umano e poi agricolo”.
E conclude: “Muoverci in quest’ottica ci serve non solo per dare una risposta alle singole imprese bensì perché un periodo di siccità potrebbe riflettersi direttamente sulla disponibilità delle risorse alimentari e quindi impattare in maniera significativa sulle tasche dei consumatori”.

In apertura Ettore Prandini in una foto di archivio

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