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lunedì 18 luglio 2022


La lotta dei meloni del grossetano contro l'aridità

Una campagna in ritardo, segnata dall’aridità e dai costi produttivi alle stelle che permettono poco margine di guadagno. Da nord a sud le problematiche variano di poco e anche nel grossetano i produttori di meloni sono costretti a fare i conti con una stagione abbastanza piatta. Lo racconta a IFN Marco Rossi, direttore commerciale dell’azienda agricola Perle di Maremma.

“Nel grossetano abbiamo risentito di un vuoto produttivo iniziale perché la campagna è iniziata in ritardo di 15 giorni. Poi però nel mese di giugno il melone retato è maturato in anticipo di qualche settimana rispetto ai tempi soliti a causa del caldo che ha interessato tutta la Penisola generando quindi una concentrazione di prodotto”.
La mancanza di pioggia desta particolare preoccupazione all’azienda specializzata nella produzione di angurie e melone che coltiva su 70 ettari per una produzione annuale di circa 8mila quintali di meloni, soprattutto lisci.



“Cerchiamo di prestare molta attenzione all’utilizzo della risorsa idrica ma purtroppo più le temperature sono alte e più le piante vanno tenute fresche affinché non si abbassi il grado brix. L’irrigazione gli anni scorsi era frazionata ogni tre giorni, ora invece siamo costretti a ricorrervi ogni giorno. Quello che non ci fa dormire sonni tranquilli trovandoci lungo la costa, è il cuneo salino che risale il fiume e potrebbe salare troppo l'acqua”.

Tra gli effetti della siccità una minore produzione in termini di numero di frutti, e la probabile fine anticipata della raccolta, mentre la pezzatura, a detta di Rossi, non risente dell’eccessivo calore. 



I consumi sono altalenanti: “A inizio mese sono buoni – spiega il direttore commerciale – mentre si flettono alla fine, come se l’acquisto fosse strettamente legato al salario”. Sul fronte prezzi sono leggermente più alti dello scorso anno. “Quest’anno hanno raggiunto quotazioni più alte del 10%, ma se confrontiamo i prezzi di giugno erano del 20% inferiori alla stagione 2021 anche a causa dell’elevata competizione con altri prodotti come le albicocche. Attualmente il liscio viaggia da 1,50 a 2 euro al chilogrammo ma fino a una settimana spuntava 50 centesimi in meno”.

La produzione di Perle di Maremma viene distribuita nei mercati agroalimentari e nella Gdo del centro nord. A livello di packaging i frutti sono presentati in cassette di cartone arricchiti di cera lacca e cartellino con il marchio Perle di Maremma per la Gdo e con il brand Stelle di Maremma per i mercati. 

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