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lunedì 25 luglio 2022


Pomodori, serre troppo costose e produzione in calo

L’aumento dei costi energetici continua ad affliggere le imprese e, secondo un report realizzato dalla Commissione Europea, è tra le principali cause del calo produttivo europeo di pomodori.
In particolare per quest’anno si attende una diminuzione di produzione del 9% pari a 16,5 milioni di tonnellate (3% al di sotto della media quinquennale). Un quadro in netto contrasto con l’ottima stagione 2021, che aveva fatto registrare “un’alta produzione, buoni consumi, ottima qualità del prodotto e scorte scarse”.



Pomodoro fresco e trasformato, trend produttivi

La produzione annuale di pomodori destinati all’industria di trasformazione (circa il 60% del totale produzione) dovrebbe diminuire del 14% pari a 10,1 milioni di tonnellate (3% al di sotto della media quinquennale). A causare questa flessione – spiega il report - hanno contribuito anche il fenomeno della siccità (che colpisce principalmente le aree produttive di Spagna e Nord Italia), oltre ad un calo della domanda e la concorrenza rappresentata da colture più redditizie (es. mais, girasole). 
La produzione europea per il consumo fresco è stimata in diminuzione del 3% pari a 6,2 milioni di tonnellate (5% al di sotto della media quinquennale). I fattori principali sono minori piantagioni in serra a causa dei costi energetici molto elevati, oltre ad un continuo switch tra le varietà.



Consumi, in che direzione vanno

Per il consumo annuale di pomodori freschi europei è prevista una leggera diminuzione dei consumi (-2% anno su anno), mentre è significativa la flessione del consumo dei pomodori trasformati che in Ue potrebbe arrivare al 25% anno su anno.
In generale, il consumo pro capite sia di fresco che di pomodoro trasformato è in diminuzione e sta raggiungendo i livelli pre-pandemici (14,6 kg pro-capite di pomodori freschi e 17,2 kg pro-capite di pomodori lavorati).





Importazioni ed esportazioni

Secondo il report della Commissione, le importazioni dell'UE di pomodori freschi dovrebbero aumentare nel 2022 del 3% pari a 730 mila tonnellate (23% in più rispetto alla media quinquennale).
Nel 2021, circa il 67% delle importazioni Ue per il pomodoro fresco è arrivato dal Marocco (la principale fonte di importazioni), seguito dalla Turchia che aumenta la sua quota nel mercato dell'Unione (25% nel 2021 ovvero +5 punti percentuali rispetto al 2020).
Sono invece in calo le esportazioni di pomodori freschi europei. Nel 2022 dovrebbero scendere a 330.000 tonnellate (-12% rispetto al 2021): le cause sono da individuare nella Brexit e nella progressiva perdita del mercato inglese (che rappresentava il 75% delle esportazioni di prodotti freschi dell'UE nel 2021), oltre ad un'accresciuta concorrenza marocchina. Solo per fare un esempio, nel periodo gennaio-marzo 2022, le esportazioni nel Regno Unito sono diminuite del 28% rispetto allo stesso periodo del 2021.

Per quanto riguarda i pomodori trasformati, le importazioni nel 2022 sono in calo (-28% anno su anno, con il volume vicino alla media pre-pandemia), mentre le esportazioni sono aumentate del 3%.
Il calo delle importazioni è in parte spiegato dalla diminuzione dei volumi ucraini: a causa del conflitto, ci si aspetta una flessione del 75%.
Data la minore produzione dell'UE nel 2022 e una produzione in aumento al di fuori dell'UE, per il 2023 si prevede invece un’inversione di tendenza.

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