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giovedì 28 luglio 2022


Dolce ma delicato, è il melone «Nuragico»

“Il Nuragico è un melone dolce ma estremamente delicato, dalla polpa soda che si abbina perfettamente con il prosciutto, anche meglio del melone classico”.
Così i titolari di Agromediterranea Group Andrea Manca e Filippo Frongia descrivono a IFN il melone della tipologia Piel de Sapo, che quest’anno si presenta con una nuova veste, frutto di un’attenta osservazione del mercato.



Prodotto di punta dell’azienda sarda durante il periodo estivo, Nuragico è un prodotto le cui origini sono profondamente legate a quelle del territorio sardo, come si può ben intendere già dal nome.
“In pochi sanno che questo melone veniva coltivato oltre 2000 anni fa ai tempi della civiltà Nuragica (popolazione autoctona sarda presente prima dei Romani ndr) – spiega Frongia – e abbiamo voluto ricordare lo stretto legame che intercorre fra questo melone e la Sardegna in primis con il nome ed in seconda battuta con il logo che riprende la bandiera dell’Isola”.



Il Nuragico rappresenta un frutto davvero particolare, tanto da essere coltivato solo in alcune aree dell’isola: “In particolare nel comune di Valledoria (a nord dell’isola) – specifica Frongia - dove raggiunge delle caratteristiche organolettiche non replicabili in nessun’altra zona d’Italia, grazie ad un mix perfetto fra terreni sciolti e clima ventilato, che lo rendono a pieno titolo un simbolo dell’ortofrutta sarda”.

Grazie a partnership consolidate con diversi produttori, l’azienda coltiva il Nuragico su oltre 30 ettari di superficie per una commercializzazione che inizia a metà giugno e si protrae fino a metà ottobre. 
“Quest’anno, nonostante la siccità, la produzione è nella media e le pezzature dei frutti è ideale in quanto non troviamo meloni fuori calibro. Ciò che sta facendo la differenza è la dolcezza, con un grado brix sempre al di sopra dei 13-14° che non solo rende il Nuragico particolarmente saporito, ma ne prolunga ulteriormente la shelf life, tanto che potrebbe stare facilmente oltre due settimane fuori dal frigorifero di casa senza cambiare”.



Anche per quanto riguarda la salubrità, il Nuragico è avvantaggiato dal territorio sardo: “Di per sé è una pianta naturalmente rustica, ma i venti che soffiano continuamente sui frutti sfavoriscono l’insorgere di malattie fungine – sottolineano gli imprenditori – Ci sarebbero tutte le condizioni per certificarlo Residuo zero, considerato che è già da qualche mese che non entriamo in campo per trattare.”
“Tuttavia – concludono Manca e Frongia – attualmente il nostro obiettivo principale è aumentare la penetrazione di questo melone che sta regalando soddisfazioni a tutti i nostri clienti e che ha ancora notevoli margini di sviluppo.”

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