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venerdì 29 luglio 2022


La Zeolite di Bal.co protegge le pere dalla maculatura

La maculatura del pero, negli ultimi anni, ha messo in seria difficoltà la pericoltura in Emilia-Romagna e non solo. I tentativi di trovare soluzioni sono stati svariati; tra questi l’applicazione della zeolite traccia delle prospettive promettenti. Zem70 è Il prodotto di Bal.co con presenza di chabasite, le sue caratteristiche permettono di gestire la ritenzione idrica fogliare garantendo una migliore stabilità del sistema vegetale e tutelano la pianta da agenti esterni. La chabasite presenta valori di ritenzione idrica e di capacità di scambio cationico superiori a tutte le altre zeoliti naturali.
Il produttore ferrarese Massimo Contin, che dedica 60 ettari alla produzione di pere Abate e una piccola quota di Williams dichiara “dopo le ultime annate molto complicate per le pericoltura a causa delle gelate e alla maculatura, quest’anno sembra che si sia ristabilita la normalità e si attende una buona campagna. Nel 2020 abbiamo registrato una perdita del 70% a causa della maculatura e nel 2021, tra gelate e maculatura, i raccolti sono stati di soli 30 quintali su 300 quintali previsti”.



Zem70 di Bal.co

Come spiega a IFN Lauro Simeoni Agrotecnico di Fruitnetsystem gruppo di consulenza agraria “la zeolite sta mostrando grandi risultati sul pero per contrastare la maculatura. Soprattutto in aree con elevate percentuali di umidità notturna come Ferrara, Modena e Ravenna, è indispensabile applicare un prodotto che governi la bagnatura fogliare”
La polvere di roccia – spiega Simeoni – quando distribuita sulla pianta è in grado di assorbire l'umidità e trattenerla per poi attuare un rilascio graduale. Piante e ortaggi godono della poca umidità e si limita lo sviluppo di funghi e batteri. In questo modo la zeolite viene utilizzata per la difesa delle piante contro le patologie fungine come oidio, botrite, peronospora, ticchiolatura, monilia, alternaria.



Quindi vantaggio della Zeolite è la capacità di diminuire l’umidità fogliare, regolando la ritenzione idrica della pianta; Zem70 riduce le ore di bagnatura fogliare favorendo un ambiente più asciutto contrastando lo sviluppo del fungo. Il prodotto di Bal.co è molto sottile, quasi impalpabile, che ne consente una somministrazione più efficace alla pianta ed essendo un inerte si può combinare con altri prodotti senza creare problemi di alterazione del principio attivo.
Zem70 – specifica l’agrotecnico - crea una barriera meccanica contro agenti esterni come insetti, ottimi risultati ottenuti sulle neanidi della cimice che viene danneggiata dallo strato polverulento. Inoltre, contrasta gli effetti negativi delle escursioni termiche. La Chabasite, rispetto ad altre zeoliti, avendo una percentuale minore di sodio non risulta aggressiva per la foglia, che con le polveri può mostrare scottature. Ed essendo un prodotto minerale non ha effetti nocivi nell’ambiente, quindi, viene largamente utilizzata in agricoltura biologica”.

Applicazione e dosaggio Zem70

Il dosaggio ideale è di 5 chili ettaro a settimana per somministrazioni liquide e non si deve superare il chilo di prodotto ogni 100 litri di acqua mentre per le applicazioni a secco si lavora con 8-9 chili a ettaro – spiega Simeoni.
La versatilità di Zem70 ha permesso ai produttori di somministrare il prodotto sia in miscela con altri prodotti che sottoforma polverulenta. Inoltre, la zeolite a chabasite è ideale sia come ammendante nel terreno che corroborante ad uso fogliare.
“Per contrastare la maculatura del pero – afferma Contin – abbiamo applicato Zem70, subito dopo la fioritura, con applicazioni settimanali dai 3 ai 5 kg per ettaro. Il prodotto di Bal.co ha mostrato grandi risultati anche contro la psilla grazie alla formazione di una patina che struttura la foglia”.



Ovviamente il problema della maculatura del pero necessità delle attenzioni delle istituzioni per supportare i produttori che grazie alla zeolite hanno trovato un ottimo prodotto per proteggere le colture – afferma il produttore.

“Finirei sottolineando – chiarisce Simeoni - che abbiamo dovuto stravolgere tutta la linea tecnica di difesa delle frutticole, caricando sulle nostre spalle e su quella degli agricoltori l’arduo compito di trovare una soluzione alle problematiche derivate dai nuovi insetti come cimice e dai nuovi patogeni come alternaria e stenphyllium".

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