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lunedì 1 agosto 2022


«Uva da tavola, il mercato è stagnante»

“Il mercato dell’uva da tavola è partito quest’anno con grande entusiasmo, poi man mano si è affievolito”. A dirlo a IFN è il produttore Antonio Cantatore, responsabile commerciale della Cantatore Antonio & Figlio di Rivo di Puglia (Bari), specializzata nella produzione dell’uva da tavola che commercializza a marchio “Bergware” (prodotto di collina, ndr).



E continua: “Abbiamo iniziato oltre un mese fa con le varietà Vittoria e Black Magic: per quanto la campagna sia partita con un ritardo di una settimana, i volumi erano buoni. Poi abbiamo iniziato a vedere dei leggeri cali di produzione del 10-15% fino agli attuali cali del 20-25%. Il problema è dovuto principalmente alle alte temperature: sotto i teli si arriva a 45 gradi e le piante vanno in stress bloccando i loro processi fisiologici. Le piante chiudono gli stomi per non perdere acqua e, allo stesso tempo, stentano a maturare i frutti. Poi ovviamente dipende dalle zone e dai terreni di riferimento ma ci sembra una tendenza molto diffusa”. Fortunatamente i frutti ne risentono solo in minima parte e le loro caratteristiche organolettiche rimangono buone, con un grado Brix pari a 16-20.



Se le uve Vittoria e Black Magic sono profondamente segnate dall’andamento climatico, la Pizzutella sembra potersi salvare. “E’ la varietà che sta rispondendo meglio a questo caldo – specifica il produttore – i frutti sono ancora indietro come livello di maturazione e al momento sono sotto rete quindi non subiscono temperature caldissime. Questa uva verrà coperta con i teloni solo ad agosto inoltrato per poi essere raccolta ad ottobre e novembre”.

L’azienda commercializza anche la varietà seedless Millenium tramite fornitori di fiducia. Nonostante Cantatore rimanga specializzato nell’uva tradizionale con semi, intravede nelle seedless un’opportunità di crescita: “Anche se in minima parte, vogliamo convertire l’azienda anche per le varietà apirene, per questo il prossimo anno innesteremo la varietà Millenium su 2 mila piante”.



L’andamento commerciale ricalca in buona parte quello produttivo: “Abbiamo iniziato facendo buoni affari in Germania, Francia e Olanda che sono i nostri mercati di riferimento. Ora le vendite sono in leggero calo, anche in Germania iniziano ad accusare le prime ristrettezze economiche. Se prima c’era grande euforia per le vendite, ora la situazione è più stagnante. Un trend dovuto a mio parere a due fattori: da una parte le ristrettezze economiche che condizionano gli acquisti e le nuove abitudini degli italiani. Dopo due anni di Covid chiusi in casa, ora le famiglie preferiscono uscire e consumare al ristorante, limitando gli acquisti domestici di frutta e verdura”.

A pesare sulla situazione economica anche i rincari dei costi di produzione, che sono aumentati del 30-40% rispetto allo scorso anno. Nessun problema invece a livello di irrigazione: l’azienda può contare sui propri pozzi privati per l’approvvigionamento idrico alle piante, fondamentale soprattutto nelle fasi di accrescimento dei frutti.

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