Biologico: Almaverde Bio consolida la leadership in un mercato da 6,9 miliardi di euro

I dati dell'Osservatorio SANA certificano una crescita del +6,2% per il bio

Biologico: Almaverde Bio consolida la leadership in un mercato da 6,9 miliardi di euro

In un contesto economico profondamente trasformato dalla crisi energetica internazionale e dall’aumento dei costi delle materie prime agricole, il biologico sta vivendo una fase di competitività e centralità strategica. Un cambiamento che interessa l’intero comparto agroalimentare e che vede Almaverde Bio, marchio di riferimento del biologico italiano, protagonista di una nuova stagione di sviluppo. Negli ultimi anni, l’impennata dei costi dei fertilizzanti chimici, dell’energia e dei fattori produttivi tradizionali ha ridotto, in parte, il divario di costo tra agricoltura convenzionale e biologica. Uno scenario che oggi rende il modello bio non solo sostenibile dal punto di vista ambientale, ma anche più efficiente e competitivo sotto il profilo economico. 

La Commissione Europea ha evidenziato come, già dal settembre 2022, i fertilizzanti azotati abbiano registrato un aumento dei prezzi del 149% su base annua, con pesanti ripercussioni sui costi agricoli e sull’intera filiera alimentare europea e i dati non comprendono ancora la crisi accentuatasi negli ultimi mesi con le recenti tensioni geopolitiche tra Iran, Israele e Stati Uniti e la percorribilità dello Stretto di Hormuz. Il Golfo Persico rappresenta uno dei principali poli mondiali per la produzione ed esportazione di fertilizzanti azotati. Secondo le analisi internazionali, negli anni 2020 la regione ha rappresentato circa il 30-35% delle esportazioni mondiali di urea e tra il 20% e il 30% di quelle di ammoniaca. Complessivamente, fino al 30% dei fertilizzanti scambiati a livello internazionale transita abitualmente attraverso lo Stretto di Hormuz.

In questo scenario, il biologico mostra elementi di maggiore resilienza. Secondo IFOAM Organics Europe, l’agricoltura biologica utilizza dal 30% al 40% in meno di input esterni rispetto ai sistemi convenzionali, riducendo la dipendenza degli agricoltori dai mercati internazionali dei fertilizzanti e dei fitofarmaci. Il nuovo scenario economico si inserisce in un mercato biologico italiano che continua a mostrare segnali di crescita strutturale. Secondo i dati presentati dall’Osservatorio SANA-Nomisma 2026, nel 2025 le vendite di prodotti biologici in Italia hanno raggiunto i 6,9 miliardi di euro, con una crescita del +6,2% rispetto all’anno precedente. Di questi, 5,5 miliardi derivano dai consumi domestici, mentre oltre 1,35 miliardi provengono dal consumo fuori casa. 

La Gdo si conferma il principale canale di acquisto del biologico, rappresentando il 64% delle vendite domestiche. Nel 2025 il canale ha raggiunto i 3,5 miliardi di euro di vendite bio, con una crescita del +6,1% rispetto al 2024 secondo le elaborazioni Nomisma su dati NielsenIQ. Crescono anche i negozi specializzati, che registrano un incremento del +7,5% a valore. I dati confermano inoltre una dinamica di crescita superiore rispetto al comparto alimentare complessivo. Secondo l’Osservatorio SANA 2026, nel 2025 i consumi domestici bio sono aumentati del +6,2%, contro il +3,2% dell’intero settore alimentare. Secondo ISMEA, la crescita dei costi dei mezzi correnti di produzione — in particolare concimi, energia e fitofarmaci — ha inciso molto più pesantemente sull’agricoltura convenzionale, riducendo il vantaggio competitivo storico legato ai costi produttivi inferiori. 

In questo contesto, i prodotti a marchio Almaverde Bio si presentano con un posizionamento rafforzato grazie a una strategia costruita nel tempo dalle imprese produttrici su filiere controllate, relazioni solide con i produttori, valorizzazione dell’origine italiana e ottimizzazione dei processi produttivi e logistici. “Secondo Nielsen il Biologico è una leva strategica per la crescita sostenibile – dichiara il Direttore Paolo Pari - ma ha ancora un potenziale inespresso. Occorre ampliare gli assortimenti e dare profondità alle gamme perchè come sostiene sempre Nielsen la domanda di prodotto biologico è strettamente correlata all’offerta”. In un momento storico in cui sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e stabilità economica sono sempre più interconnesse, Almaverde Bio conferma il proprio ruolo di marchio pionieristico e punto di riferimento del biologico italiano, dimostrando come innovazione, qualità e sostenibilità possano rappresentare oggi anche una concreta leva di competitività. (lg) 

Fonte: Ufficio Stampa Almaverde Bio