Cartone ondulato, crescita moderata ma solida: il settore guarda oltre l’instabilità

Gifco: nel 2025 produzione a +1,6%, grammature in calo e food ancora primo sbocco con il 61,7%.

Cartone ondulato, crescita moderata ma solida: il settore guarda oltre l’instabilità

Gifco – acronimo di Gruppo Italiano Fabbricanti Cartone Ondulato – gruppo di specializzazione interno ad Assografici, l’Associazione nazionale di categoria di Confindustria che rappresenta le imprese grafiche, cartotecniche e della trasformazione di carta e cartone in Italia, ha tenuto giovedì 14 e venerdì 15 maggio la propria assemblea annuale a Baveno, sul Lago Maggiore. Oltre 160 delegati per un settore che conta circa 100 ondulatori in tutti Italia e qualche centinaio di trasformatori, scatolifici e cartotecniche.

L’appuntamento è stato l’occasione, oltre che per approvare gli aspetti formali dell’esercizio 2025, anche per analizzare i principali trend di settore e a come prepararsi ad affrontare lo scenario futuro. Il packaging come termometro dell’economia e dei consumi Il settore della produzione di imballaggi è spesso utilizzato dagli analisti economici come cartina tornasole dello stato dell’economia nazionale e come indicatore anticipatore del breve termine. Per questo è di grande utilità. Per esempio interpreta e individua gli indici di fiducia delle imprese. Lo stato degli ordini presso le imprese di packaging infatti è la spia di quanto le aziende si aspettano di vendere nella campagna successiva. A livello macro in Italia, al netto di tutte le turbolenze di scenario nel triennio 2023-2025 il Pil italiano ha mostrato una crescita moderata ma continua con un aumento del 0,5% nel 2025 rispetto al 2024, dopo una crescita del 0,7% registrata nel 2024. 

Meglio il mercato del largo consumo confezionato, che a valore mostra un netto recupero dei volumi tra il 2023 e il 2025, passando da una fase di contrazione causata dall’inflazione a una crescita strutturale: una conferma del dove gli italiani indirizzano le risorse, non più su beni rifugio di lungo periodo, ma su prodotti di utilizzo quotidiano. Dopo il +1,5% del 2024, il 2025 ha fatto registrare + 1,8% a valore. Nel complesso sono numeri, tenuto conto dell’impatto inflattivo, che a volume significano aumenti molto più contenuti. 8 miliardi di mq di cartone ondulato prodotti nel 2025 In questo scenario la produzione di cartone ondulato in Italia nel 2025 supera gli 8 miliardi di metri quadri – più precisamente 8.010.673.000 mq – con un + 1,6% sul 2024 a sua volta cresciuto del 2,8% rispetto al 2023. In peso sono state raggiunte le 4.204.539 tonnellate mentre, rispetto alla superficie, la crescita è più contenuta, +0,7% nel 2025 e + 2,2% nel 2024, a dimostrazione della continua innovazione del settore per utilizzare meno materiale garantendo le stesse prestazioni delle scatole ed essere più sostenibile. Infatti la grammatura media per metro quadro è in costante calo, da 529 grammi dell’anno precedente, erano 605 nel 2000, ai 524 del 2025. Si riequilibrano leggermente i settori di utilizzo.

L’alimentare a 61,7% in quota perde un punto a favore del non alimentare trainato dalla crescita dell’online. Sulla base di questi dati il settore si conferma più performante della media italiana, a conferma dello spostamento delle preferenze dell’opinione pubblica per gli imballaggi a base carta. I numeri al contempo evidenziano un rallentamento della crescita complessiva a livello di sistema paese: comunque, specie i primi numeri del 2026, portano a una ulteriore crescita del settore. Resilienza, innovazione e servizio: le leve della crescita.

Secondo Fausto Ferretti, presidente di Gifco “in un contesto in cui manca ancora stabilità, segnato dalla volatilità dei costi energetici, delle materie prime e della logistica, si può leggere il packaging come un indicatore della resilienza del sistema industriale italiano e un sostegno all’efficienza delle imprese clienti”. “Le aziende del cartone ondulato – continua – hanno dimostrato in questi anni di saper assorbire shock molto rilevanti, sicuramente sostenute dalla loro naturale inclinazione a servire filiere estremamente diversificate: da comparti come food e pharma, che garantiscono continuità e stabilità, a settori come elettronica, e-commerce, automazione e arredo, che portano picchi di crescita più significativi anche se più ciclici”. 

La buona tenuta del settore dipende però sempre di più anche dalla capacità delle imprese di offrire un vero servizio industriale.

 “Le aziende che hanno reagito meglio alle difficoltà degli ultimi anni – prosegue il presidente di Gifco – sono state quelle capaci di garantire affidabilità nelle consegne, continuità operativa e soluzioni logistiche efficienti. L’aumento dell’1,6% dei volumi, a fronte di un incremento di solo lo 0,7% in peso, conferma poi una tendenza strutturale che prosegue da oltre vent’anni: riuscire a garantire le stesse prestazioni, o addirittura superiori, utilizzando meno materia prima grazie agli investimenti tecnologici realizzati lungo tutta la filiera, dalle cartiere ai trasformatori. Oggi disponiamo di carte sempre più performanti e leggere, con benefici concreti in termini di sostenibilità, eficiência logistica e competitività industriale”.

 “Per tutti questi motivi mi sento di dire che il bilancio 2025 del settore sia positivo, sia per quanto riguarda i numeri ma anche per la qualità del lavoro espresso dalla filiera – conclude Ferretti -. Oggi non basta produrre packaging, bisogna essere in grado di creare valore per i clienti, investire costantemente in termini di tecnologia per ridurre l’esposizione all’altalenanza dei costi energetici, saper attrarre capitale umano qualificato e sapersi conformare ai nuovi obblighi normativi in termini di riciclabilità ed economia circolare. Il packaging non può essere visto come una commodity indistinta, ma un vero e proprio elemento strategico della competitività industriale del Paese”. (lg) 

Fonte: newsletter Consorzio Bestack