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mercoledì 18 novembre 2020


Dalla blockchain ai token per una filiera garantita

Se la blockchain è tra le tecnologie più all’avanguardia per certificare i percorsi produttivi, anche nel settore ortofrutticolo sta trovando spazi di applicazione. E, secondo la testata businessinsider, tra le prime filiere che hanno testato il suo funzionamento c’è proprio quella del pomodoro da industria.

Protagonista del progetto è la multinazionale inglese Princes, scelta dalla startup di Coldiretti Tokenfarm per migliorare i processi delle filiere agricole.
In seguito all’acquisto di uno stabilimento a Foggia, all’azienda inglese è stato chiesto di firmare un contratto che prevedeva prezzi fissi e assunzioni regolari. Da quel momento si è utilizzata la blockchain per il tracciamento: sono state coinvolte nell’operazione un totale di 300 aziende agricole, 17 cooperative, 6 Op e uno stabilimento industriale.

Relativamente al percorso produttivo, sono stati raccolti dati a partire dai campi, ad esempio per i parametri delle piantine, passando per le informazioni raccolte dagli agricoltori sul prodotto, infine alla raccolta dati relativa agli scarichi merce dai piazzali alle linee di produzione. Tutto accuratamente tracciato in blockchain e non modificabile. Gli stessi dati sono stati in seguito convertiti in un Qr code applicato sulle confezioni: a questo punto le informazioni sono diventate fruibili per i consumatori, che possono accedervi tramite una semplice scannerizzazione da smartphone.

Ma l’innovazione non finisce qui perché la startup sta già pensando all’inserimento dei token: monete digitali distribuite a consumatori sostenibili per acquistare nuovi prodotti. E per sostenibile si intendono coloro che utilizzano la bici al posto della macchina o che, nella scelta dei loro prodotti, valorizzano quelli a km zero. Un procedimento che chiuderà il cerchio della filiera garantita già iniziato sul campo.

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