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giovedì 24 giugno 2021


Sos manodopera agricola, la soluzione è «in casa»

Come tutti gli anni, con l’avvento della stagione agricola estiva si ripropone lo stesso problema: la mancanza di manodopera destinata alla raccolta di ortaggi e frutti estivi, drupacee e angurie in primis. E se negli anni precedenti si procedeva con il reclutamento di stagionali provenienti dall’est Europa, oggi forse la soluzione la possiamo trovare ‘in casa’.

A sottolinearlo è Cia-Agricoltori Italiani che individua tra i percettori del reddito di cittadinanza i destinatari giusti per i lavori stagionali.
“Occorre incoraggiarli ad accettare il lavoro stagionale nelle aziende agricole – rimarcano dall’associazione – considerato che la quasi totalità delle negoziazioni in tema di lavoro agricolo avviene fuori dai centri per l’impiego, gli unici abilitati alla cessazione del sussidio al secondo rifiuto di un’offerta lavorativa”.



Nella nota stampa diffusa nella giornata di ieri, Cia specifica: “Attualmente, chi beneficia del sussidio può rifiutare offerte nella contrattazione diretta con le aziende, senza alcuna conseguenza”.
Nonostante l’associazione abbia accolto con favore il rifinanziamento del fondo per il Reddito di Cittadinanza, ribadisce la necessità di superare la crisi estiva di manodopera: una manovra che richiede un intervento del legislatore nel Decreto Sostegni Bis o nel Semplificazioni, attualmente in fase di riconversione. 
“Occorre trovare strumenti che consentano di mantenere il diritto all'assegno, nell’eventualità di proposte di lavori agricoli, che per loro natura possono avere un arco temporale limitato – spiegano da Cia - Un intervento del legislatore in questa materia è urgente anche per sconfiggere la piaga del lavoro irregolare”.

La proposta di Cia consiste quindi nel reinserimento di una norma (fu in vigore fino al 31-12-20), che permetta al percettore di Reddito di cittadinanza di stipulare con i datori di lavoro del settore agricolo contratti a termine non superiori a 30 giorni, rinnovabili per ulteriori 30 giorni, senza subire la perdita o la riduzione dei benefici previsti, nel limite di 2.000 euro per l'anno 2021. 


Dino Scanavino

“Dobbiamo riuscire a impiegare anche temporaneamente nel settore agricolo quei lavoratori che percepiscono il reddito di cittadinanza o un sussidio, perché hanno perso il lavoro – ha dichiarato il presidente Cia, Dino Scanavino - E' vero, il lavoro agricolo richiede spesso competenza e conoscenza specifica, ma alcune tipologie di lavoro non richiedono particolare specializzazione. Quello che conta è non perdere ulteriore tempo perché la raccolta di frutta e verdura estiva nei campi comincia adesso e finisce a settembre”. 

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