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lunedì 30 agosto 2021


Pomodori, mancano braccianti. E i prezzi salgono alle stelle

Un agosto con prezzi alle stelle per i pomodori italiani. Nell’ultimo mese, infatti, le quotazioni delle tipologie di colore rosso (ciliegino, datterino, grappolo, piccadilly, ecc.) sono salite fino a punte del 50-60% rispetto a luglio. Una crescita importante dettata dalla combinazione tra le carenze di manodopera ed il caldo eccessivo che, oltre a rovinare una parte dei raccolti, sta creando problematiche di qualità. 

In larga parte le aziende agricole italiane, al netto dei prodotti lasciati in campo, non stanno riuscendo a compensare le spese sostenute con i prezzi più alti di queste settimane. Ad analizzare il momento difficile è Salvo Sortino, responsabile commerciale dell’Agripeppe di Fondi (Latina), uno degli areali di riferimento della stagione estiva italiana del pomodoro: “Il problema della difficoltà a reperire manodopera – dice a Italiafruit News – si era già verificato nell’estate 2020 ed aveva portato le nostre aziende di produzione a ridurre un po’ i trapianti di pomodori per la campagna estiva ed autunnale. La situazione lavorativa quest’anno si è aggravata a partire da fine luglio, diventando una problematica molto pesante per un settore come il nostro che, come il turismo e la ristorazione, vive di picchi stagionali. Le aziende agricole oggi sono sottodimensionate a livello di organico ed è quindi impossibile portare avanti le raccolte programmate nella normalità”.

Al “fattore” manodopera si è aggiunto il “fattore” clima, come sottolinea Luca Peppe, presidente dell’azienda: “Il caldo eccessivo di fine luglio ed agosto ha ridotto le rese produttive e determinato difficoltà nella standardizzazione della qualità e danni sui frutti. Per andare incontro alle richieste della clientela, abbiamo adottato la strategia di collaborare con nuovi partner produttori della zona esterni alla nostra base sociale. Accontentare tutti è difficile, ma ci stiamo provando”.


Luca Peppe (a sinistra) con Salvo Sortino in occasione di una fiera 

Le carenze produttive ed i prezzi elevati, nettamente superiori alle medie storiche del periodo, perdureranno almeno fino a metà settembre secondo le valutazioni dell’AgriPeppe. “Dopo un’annata così complicata è probabile che le aziende agricole pianteranno sempre meno pomodori. Per il futuro sarà quindi necessario – evidenziano Sortino e Peppe – riuscire a programmare al meglio gli investimenti produttivi con gli attori della distribuzione. Noi operatori dobbiamo fare squadra per poter assicurare vendite costanti in ogni momento della stagione, a salvaguardia del lavoro dell'intera filiera". 

Insomma, la programmazione è una necessità impellente del settore. "Sarebbe molto utile per non avere picchi di prezzi troppo alti per via di carenze produttive, ma anche picchi di prezzi troppo bassi che causano mancate raccolte", concludono. 

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