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mercoledì 27 ottobre 2021


«Maltempo, così la pioggia ha distrutto la mia azienda»

Anche dove la pioggia non è stata torrenziale, i danni sono stati ingenti perchè l'assenza di manutenzione ha favorito la piena dei fiumi e l'alluvione dei terreni dedicati ad agrumeti e colture orticole.

E' il caso di Giovanni Pezzino di Geronimo, titolare de “Il limone del Barone” che produce limoni senza semi ed altri agrumi nell’areale di Carlentini, in Provincia di Siracusa. 
A Italiafruit News ha raccontato come la sua azienda sia stata travolta da acqua, fango e detriti: 
La situazione è disastrosa. Nei miei appezzamenti sono piovuti poco più di 40 millimetri, quindi una quantità irrisoria e non paragonabile a quella che è caduta a diversi chilometri di distanza, verso Scordia. La furia delle acque è stata tale che ha portato con sé ogni genere di cosa, e per l’appunto l’azione meccanica di sfregamento sui frutti causerà il maggior danno

"Il San Leonardo, fiume che attraversa una parte dell’azienda, è esondato non tanto per il volume d’acqua che portava, ma per la totale assenza di manutenzione che si protrae da diversi anni" precisa il produttore.


E' solo uno dei tanti racconti legati al maltempo che negli ultimi giorni si sono registrati nella piana di Catania. In questa zona sono caduti oltre 300 millimetri di pioggia in poche ore, l’equivalente di un semestre. Tuttavia, in molti casi si sarebbe potuto contenere il disastro con una corretta manutenzione delle opere idrauliche da parte dello Stato. 


“Appena tre anni fa è accaduta la stessa cosa – aggiunge Giovanni – il fiume è tracimato. Una situazione del genere è insostenibile. La mia azienda ha subito gravi danni perché la Regione non solo non fa nulla, ma quelle poche volte che cerca di effettuare delle opere peggiora ulteriormente la situazione. Infatti i lavori sono condotti senza nessun criterio. Per esempio le sezioni originarie del fiume non sono state più ripristinate da tempo, le opere di manutenzione e pulizia hanno riguardato solo ed esclusivamente le zone a monte causando un ulteriore aggravio dovuto all’ 'effetto imbuto' che si crea".


"A pagarne le conseguenze più disastrose sono in particolare i terreni che si trovano a valle – come il mio – dove le acque in gran forza affluendo ritrovano barriere di depositi alluvionali, arbusti e fitte vegetazioni di canne, l’esito è scontato così come l’indifferenza di chi ci governa”.


“Noi proviamo a fare impresa investendo in innovazione, cercando di sviluppare le migliori tecniche agronomiche anche in una ottica di sostenibilità ambientale, ma qui siamo di fronte ad uno Stato che ti mette i bastoni fra le ruote" conclude l’imprenditore.

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