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giovedì 19 gennaio 2017


Legumi, gli «amici vegetali» dell'uomo

In occasione dell'anno internazionale dei legumi, lo scorso dicembre il Centro interdipartimentale di ricerca “Nutraceutica e alimentazione per la salute” e il Dipartimento di scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali dell’Università di Pisa hanno organizzato la giornata di studio “I legumi: semi nutrienti per un futuro sostenibile”. Incontro del quale Manuela Giovannetti ha proposto una sintesi sull’ultimo numero di Georgofili.info.

L’Assemblea generale dell’Onu ha dedicato il 2016 ai legumi, in particolare di quei legumi che si coltivano solo per i loro semi, escludendo tutti gli altri, per esempio quelli che si raccolgono freschi da usare immediatamente come cibo o quelli utilizzati per estrarne olio. 

Questo perché i semi di legumi come le lenticchie, i fagioli, i piselli e i ceci rappresentano una fonte di proteine e aminoacidi di origine vegetale non solo per l’alimentazione umana in tutto il mondo, ma anche per quella animale. In secondo luogo perché il World food programme e altre iniziative di aiuto alimentare alle popolazioni che soffrono la fame utilizza i semi di legumi come una risorsa critica all’interno dei cibi componenti il paniere alimentare generale.

Lo scopo principale dell’iniziativa dell’Onu è stato quello di richiamare l’attenzione sul ruolo svolto dai legumi nella produzione sostenibile di cibo finalizzata alla sicurezza alimentare, in quanto le piante leguminose per la loro coltivazione non richiedono fertilizzanti chimici a base di azoto, vivendo in simbiosi con particolari batteri benefici capaci di fissare l’azoto atmosferico e trasferirlo alle piante ospiti. In questo modo le leguminose possono contribuire ad aumentare la fertilità dei suoli e avere un impatto positivo sull’ambiente.

Non solo. Le organizzazioni che nel mondo si occupano di salute sostengono che l’introduzione dei legumi nella dieta sia in grado di combattere l’obesità, di prevenire e aiutare ad affrontare malattie croniche come il diabete.

La Giornata di studio del 2 dicembre a Pisa ha trattato il tema a 360 gradi, dalla tassonomia all’importanza del recupero e della valorizzazione di specie e varietà locali di legumi (la cui biodiversità è conservata in banche del germoplasma a livello nazionale e regionale, in collezioni ex-situ, in-situ e on-farm); dalla cultura contadina (che ci ha tramandato una serie di proverbi e modi di dire legati ai legumi), al ruolo fondamentale della dieta mediterranea nella prevenzione e nella cura del diabete.
Così come è stato ricordato che il consumo quotidiano di legumi può essere di grande aiuto nel controllo del peso corporeo a lungo termine.

Per concludere, è interessante riportare come nella maggior parte delle diete a livello mondiale si trovi la combinazione cereali e legumi, che rappresenta un pasto unico e completo.


a cura della Redazione

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