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martedì 17 ottobre 2017


Martina: «La fame è una questione agricola»

“Gli studi della Fao ci dicono che tra le principali cause di migrazione c'è troppo spesso la povertà alimentare, la fame. Una disperazione che spinge ad abbandonare le proprie case in cerca di futuro. C'è un dato che vorrei ricordare: il 75% degli affamati vive in zone rurali. La fame è una questione innanzitutto agricola”. Così si è espresso ieri il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, in occasione del suo intervento alla Fao per la Giornata mondiale dell'Alimentazione.
Martina ha ricordato che l'impegno dei ministri agricoli, che domenica per il G7 hanno firmato all'unanimità la dichiarazione di Bergamo, è sviluppare "agricolture più produttive e sostenibili contro la fame e liberare dalla fame 500 milioni di persone entro il 2030, lavorando al raggiungimento dell'obiettivo Fame zero delle Nazioni Unite”.
Anche perché, ha aggiunto, siamo di fronte al “paradosso nel 2016 di 815 milioni di affamati con uno spreco alimentare pari al 33% del cibo prodotto in tutto il pianeta”.
Un altro punto decisivo indicato da Martina è l'impegno a “rafforzare la trasparenza nella formazione dei prezzi e nella difesa del ruolo degli agricoltori nelle filiere soprattutto di fronte alla volatilità dei prezzi".

“La celebrazione della Giornata mondiale dell'Alimentazione ci vede qui radunati per ricordare quel 16 ottobre del 1945 quando i Governi, decisi a eliminare la fame mediante lo sviluppo del settore agricolo, istituirono la Fao. Riflettere su come la sicurezza alimentare può incidere sulla mobilità umana significa ripartire dall'impegno per cui la Fao è nata, per rinnovarlo”. Queste le parole di Papa Francesco intervenuto alla Giornata mondiale dell'Alimentazione.
“Guerre e cambiamenti climatici determinano la fame: evitiamo di presentarla come una malattia incurabile – ha continuato il Papa - Le stime recenti fornite dai vostri esperti prevedono un rialzo della produzione globale di cereali, a livelli che consentono di dare maggiore consistenza alle riserve mondiali. Questo lascia ben sperare e fa capire che, se si opera stando attenti ai bisogni e contrastando le speculazioni, i risultati non mancano. Infatti, le risorse alimentari non di rado sono lasciate in balìa della speculazione, che le misura solamente in funzione della prosperità economica dei grandi produttori o in relazione alla potenzialità di consumo e non alle esigenze reali delle persone. E così si favoriscono i conflitti e gli sprechi, e aumentano le file degli ultimi della terra che cercano un futuro fuori dai loro territori di origine”.
Secondo Papa Francesco, poi, valorizzare la tecnologia al servizio dello sviluppo è certamente una strada da percorrere, purché si arrivi ad azioni concrete per diminuire gli affamati o per governare il fenomeno delle migrazioni forzate.

“Se si vuole sfamare una popolazione che aumenta vertiginosamente si devono applicare regole chiare per evitare – ha commentato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo - che sul cibo si inneschino vergognose speculazioni. Occorre ripensare a fondo il sistema di produzione e di distribuzione del cibo e perseguire un modello di sviluppo sostenibile che garantisca un sistema di tutela sociale ed economica in grado di assicurare un futuro all’agricoltura e un cibo sicuro e accessibile a tutti”. Ma per Moncalvo è necessario anche promuovere azioni “di riequilibrio all’interno della catena alimentare che contribuiscano alla valorizzazione e alla remunerazione delle produzioni agricole”.

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