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giovedì 4 luglio 2019


Gli agrofarmaci e il rilancio della filiera olivicola

Rilanciare la filiera dell’olivo attraverso un approccio integrato all’agricoltura che unisca le buone pratiche agronomiche ad un impiego responsabile e sostenibile dei prodotti fitosanitari, parte fondamentale nel processo di difesa del territorio. Questo è stato il tema al centro del convegno dal titolo “L’oro della Puglia. Il contributo degli agrofarmaci per la sostenibilità della filiera olivicola”, organizzata da Agrofarma - Associazione nazionale imprese agrofarmaci, parte di Federchimica - che prosegue nelle sue attività di informazione e sensibilizzazione rispetto al comparto di riferimento.

Partendo dalla presentazione dei dati del rapporto curato da Vsafe (Sustainable Value, spinoff dell'Università Cattolica del Sacro Cuore), i protagonisti del comparto produttivo, delle istituzioni e del mondo della ricerca scientifica si sono confrontati sulle strategie per tutelare e sostenere una delle filiere centrali nel tessuto produttivo pugliese e nella promozione del Made in Italy.

“La filiera agroalimentare italiana è un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale, per la qualità e la sicurezza dei suoi prodotti – ha dichiarato il presidente di Federchimica-Agrofarma Alberto Ancora (nella foto) – e questo è possibile anche grazie al contributo fondamentale degli agrofarmaci. Vogliamo spiegare e informare i consumatori, creando un dibattito sano e costruttivo sul settore agricolo, che sia basato su verità scientifiche e che possa portare a scelte condivise, a favore della crescita del comparto e dell’economia italiana”.

Nel rapporto di Vsafe si analizzano vari aspetti dell'impatto degli agrofarmaci nel settore, a partire dalla costante riduzione nel loro utilizzo. Nel 2016, anno di riferimento per gli ultimi dati presi in considerazione, l'utilizzo di agrofarmaci (in tonnellate) si è ridotto dell'8,8% rispetto all'anno precedente, così come è costante il calo della quantità di principi attivi distribuiti, con una diminuzione del 2,8% medio annuo fra il 2003 e il 2016.

Lo studio si concentra su dieci filiere agroalimentari, fra cui quella olivicola, per stimare le conseguenze di uno scenario “senza difesa”, ovvero con l’esclusione di ogni tipo di trattamento fitosanitario. Nel complesso tale scenario comporterebbe una perdita di più di due terzi della produzione, sia in termini produttivi che economici, con effetti stimati sul fatturato delle industrie connesse a queste filiere estremamente impattanti. Si avrebbe, infatti, una riduzione da 34,8 miliardi a 7,8 miliardi di euro. Un duro colpo a tutto il comparto del Made in Italy.

"La filiera olivicola è un’eccellenza del nostro territorio e un valore aggiunto per il tessuto produttivo locale. Crediamo fortemente nella collaborazione e nel dialogo con le imprese e le associazioni di settore per promuovere lo sviluppo del territorio e fare fronte comune per superare le sfide che avremo davanti" ha dichiarato in apertura dei lavori Carla Palone, Assessore con delega alla città produttiva e al mare del Comune di Bari, alla sua prima uscita pubblica del mandato per il quale è stata appena riconfermata.

Alla tavola rotonda, oltre al presidente di Agrofarma, hanno partecipato Salvatore Muraglia, presidente Regionale Coldiretti Puglia; Gabriele Canali, professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore - sede di Piacenza e presidente di Vsafe; Enza Dongiovanni, Cnr; Rosario Centonze, presidente Federazione Regionale degli Ordini dei dottori agronomi e dottori forestali della Puglia; Vittorio Filì, presidente Associazione regionale pugliese dei tecnici e ricercatori in Agricoltura.
 
Fonte: ufficio stampa Agrofarma


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