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venerdì 17 aprile 2020


Parte la campagna delle lattughe di Romagna

In Romagna è partita la campagna in campo aperto delle insalate con i produttori che hanno da poco iniziato la raccolta e il confezionamento dei prodotti. Attività che saranno portate avanti sino a novembre. "Abbiamo avviato i primi stacchi durante la settimana di Pasqua con qualche giorno di anticipo rispetto al normale, determinato dall’inverno mite”, riferisce a Italiafruit News l’imprenditore Massimo Tufo, che guida l’omonima società agricola di San Mauro Pascoli (Rimini), socia del Consorzio Agribologna.
 
“Ora stiamo raccogliendo quasi tutte le tipologie di lattughe: dalla Trocadero alla Gentilina, dalla Romana alla Foglia di Quercia, e così via. L’unica insalata più tardiva, che sarà pronta per fine aprile, è l’Iceberg. Per adesso, le quantità sono limitate ma la qualità si presenta già discreta, in attesa dei volumi significativi che avremo dall’inizio di maggio”. 

Tra i produttori d’insalate locali, nel frattempo, si sta però manifestando un po’ di preoccupazione su due fronti: quello della carenza di manodopera agricola, da una parte, e quello delle prospettive commerciali dall’altra. 


Massimo Tufo

“Se le istituzioni non sbloccano velocemente la problematica del reperimento della forza lavoro, la raccolta non potrà far altro che rallentare nei momenti di picco produttivo - spiega Tufo - Nel nostro territorio si sta cominciando ad avere paura, in quanto in alcune realtà sono tuttora alla ricerca di più del 50% degli stagionali necessari. Io mi ritengo tra i fortunati, nel senso che su trenta lavoratori impiegati nei campi e nel magazzino, ne deve trovare ancora dieci. Una cosa possibile”. 

“Confidiamo soprattutto nei tanti italiani della zona che purtroppo, a causa del coronavirus, hanno perso il lavoro. Certo: lavorare in agricoltura costa fatica, ma le condizioni proposte sono in continuo miglioramento e le aziende più strutturate, come la nostra, cercano sempre di garantire alle persone dignità, tempo libero e il giusto reddito”. 

Il banco di prova sarà comunque il periodo di maggio. “Quando entreremo nel boom produttivo capiremo se salteranno delle raccolte e che stagione vivremo dal punto di vista produttivo ma soprattutto commerciale. I consumi dopo Pasqua registrano sempre un calo: anche per la prossima settimana, inoltre, è lecito aspettarsi una richiesta normale”, evidenzia l’imprenditore. Che conclude: “Speriamo che a maggio la merce disponibile sia sufficiente per servire tutta la nostra clientela e di spuntare prezzi sostenibili. La differenza tra una campagna positiva e una negativa, per noi produttori d’insalata, la fanno i cinque centesimi di euro il chilo in più o in meno. Nessuna azienda agricola ha interesse a speculare, soprattutto in questo momento di emergenza nazionale”.

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