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lunedì 22 giugno 2020


Maculatura bruna, attacchi sempre più gravi

Fino a questa seconda parte di giugno, i pericoltori del Nord Italia sono riusciti a convivere al meglio con la cimice asiatica, i cui danni sui frutti risultano marginali e nettamente inferiori rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo non significa che non appena sarà il momento di raccogliere, gli attacchi dell’insetto saranno limitati. Ma almeno è un punto di partenza che attesta come i produttori, finora, siano riusciti a praticare una buona difesa chimica, intervenendo con i prodotti fitosanitari giusti al momento giusto. 

La medesima affermazione non si può purtroppo fare per la maculatura bruna del pero, malattia fungina che da circa un mese e mezzo si sta manifestando in maniera piuttosto allarmante negli appezzamenti dell'Abate Fétel, varietà di riferimento per l'Italia che rappresenta circa i tre quarti della produzione nazionale di pere.

“Quest’anno, i primi segni di maculatura bruna sui frutticini li abbiamo notati già a fine aprile in alcuni impianti del Ferrarese dove l’inocolo era presente dalle annate precedenti”, spiega a Italiafruit News Albano Bergami (nella foto sottostante), vicepresidente dell’Organizzazione Interprofessionale Pera (Oi Pera) e presidente della Sezione Frutticola di Confagricoltura. 

“Nel corso dell’ultimo mese e mezzo - prosegue - abbiamo riscontrato danni anche in tutti gli altri areali pericoli del Nord, compresi quindi la Romagna e il Modenese, sempre all’interno di frutteti già interessati dalla malattia. L’annata climatica, fino a due settimane fa, è stata tutt'altro che piovosa, quindi probabilmente è stata l’umidità mattutina, causata dell’escursione termica, a favorire gli attacchi”.



La maculatura bruna del pero, presente in Italia dalla seconda metà degli anni Settanta del secolo scorso, tende a colpire specialmente le varietà Abate Fétel e Conference nel lungo periodo che intercorre tra la fioritura la raccolta. “Negli ultimi anni, gli attacchi di maculatura bruna stanno diventando sempre più gravi in quanto i produttori non hanno più la possibilità di difendersi con una serie di principi attivi, recentemente revocati dall'Ue, che risultavano efficaci”.

“In tutti gli areali del Nord si stanno quindi testando possibili nuovi sistemi di difesa che riguardano il pirodiserbo, il tricoderma ed interventi chimici, alcuni dei quali sembrerebbero dare risultati positivi. Tuttavia, ad oggi, i pericoltori non possono disporre di armi risolutive nella lotta a questa grave malattia”. 

Di conseguenza, Bergami è molto preoccupato per la prossima campagna, per la quale l’Oi Pera prevede ad oggi una produzione nella media o medio-scarsa rispetto allo storico. “La maculatura bruna mi fa ancora più paura della cimice asiatica - conclude - Oggi la sua presenza è diffusa a macchia di leopardo negli areali dell’Abate e non è difficile trovarla nemmeno negli impianti giovani alla terza o quarta foglia, dove sarebbe opportuno fare una difesa pressante”.

Foto di apertura: frutticini colpiti da maculatura bruna 

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