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Mirtilli Duke mercoledì 5 agosto 2020


Piccoli frutti, alla ricerca della varietà ottimale

Hanno piantato i primi mirtilli nel 2011, seguiti da lamponi l’anno successivo e infine da more e ribes. E ancora oggi continua la sperimentazione di piccoli frutti dell’azienda faentina Rio del Sol.
“Una volta scoperto che il nostro terreno era adatto a questo tipo di colture, abbiamo deciso di fare una prova – spiega a Italiafruit News la titolare Marika Servadei – e oggi abbiamo circa un ettaro di mirtilli in campo aperto, mezzo ettaro di lamponi sotto serra e 300 metri quadrati di more e ribes. Consideriamo queste colture come una sperimentazione perché il nostro clima non è dei più adatti per questo prodotto”.



E continua: “Negli anni non abbiamo aumentato le superfici di queste coltivazioni e abbiamo preferito concentrarci nello studio delle varietà. Ad oggi ne stiamo valutando cinque diverse per i mirtilli, tra cui la Duke che rimane la più diffusa e resistente”.

Per l’irrigazione, l’azienda può contare su un sistema ad ala gocciolante, che permette volumi di irrigazione bassi ma frequenti, in modo da mantenere una buona idratazione sulle piante.
La raccolta, interamente manuale, viene operata quotidianamente nelle prime ore del mattino, per mantenere la freschezza dei frutti. “Già iniziata a maggio, la raccolta dei mirtilli sta terminando proprio in questi giorni – commenta la titolare – i frutti restanti li conserviamo in frigorifero e in atmosfera controllata per altri due mesi. La raccolta dei lamponi ha invece una durata di otto mesi e termina verso Natale”.



“Fortunatamente eravamo già strutturati per la raccolta – aggiunge - e non abbiamo avuto problemi di manodopera. Anche perché le gelate primaverili ci hanno portato via l’80% della produzione di drupacee: mentre gli altri anni la maggior parte del lavoro si concentrava sui nostri 69 ettari coltivati ad albicocche, susine e pesche, quest’anno stiamo lavorando principalmente sui piccoli frutti, oltre che sui 13 ettari coltivati a kiwi e sui 3 ettari di melograno”.
E sottolinea: “Neanche i mirtilli sono usciti del tutto indenni dalla situazione maltempo: se l’anno scorso ne avevamo raccolti circa 80-90 quintali, quest’anno ce ne sono 30 quintali in meno. Il gelo ha stressato le piante durante la fioritura e alcune non siamo riuscite a recuperarle. Le temperature miti del mese di giugno hanno invece favorito la produzione di lamponi, di cui abbiamo raccolto circa 25 quintali, qualcosa in più rispetto allo scorso anno”.
Non ha risentito degli stress climatici la qualità dei frutti che, come testimoniano dall’azienda “è ottima e con un livello di acidità molto basso”.


Rio del Sol, Mirtilli caramellati


Oltre al prodotto fresco, Rio del Sol propone i piccoli frutti anche in versione trasformata, come i mirtilli caramellati ed essiccati, il succo di mirtillo o di ribes e le confetture.
“I prodotti più richiesti sono i mirtilli essiccati e i succhi di mirtilli 100% senza zucchero ma anche i lamponi e i mirtilli caramellati – dice Servadei – quest’ultima ricetta l’abbiamo brevettata seguendo quella dei fichi caramellati: i frutti interi vengono cotti per 12 ore in forno. Realizziamo tutti i nostri trasformati in un laboratorio esterno e, a breve, uscirà anche una novità: un succo di lamponi, more, mirtilli e ribes interamente senza zucchero, per gustare appieno il sapore dei piccoli frutti”.


L’azienda commercializza i suoi prodotti in due punti vendita, una casetta di legno che sorge direttamente nell’azienda e un secondo negozio a Faenza. 
“Oltre alla vendita diretta, forniamo le piccole botteghe dei centri storici di Bologna e Firenze e i negozi di Agrintesa – spiega la produttrice – sul nostro sito è poi presente anche un e-commerce ma funziona più come vetrina che come canale commerciale”.
Durante il lockdown l’azienda ha promosso la creazione del gruppo di acquisto "Spesa del contadino", che ha riunito diversi produttori della zona. “Ogni settimana - testimonia Servadei - abbiamo pubblicato sulla nostra pagina facebook (clicca qui per accedere) i prodotti disponibili tra frutta e verdura, trasformati, formaggi, carne, vini, farine e uova: una volta fatto l’ordine, i consumatori ricevevano la spesa comodamente a casa. Le consegne le abbiamo fatte con i nostri mezzi e all’inizio è stata una sfida organizzativa. Oggi l’iniziativa continua ma sono i consumatori a venire a ritirare i prodotti ai nostri punti vendita”.

E conclude: “I prezzi dei piccoli frutti sono calati molto nonostante il prodotto sul mercato non sia molto, considerato che la produzione del nord Europa è inesistente a causa delle scorse gelate. Solo tramite la vendita diretta, riusciamo a mantenere prezzi più stabili”.

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