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mercoledì 3 febbraio 2021


Come cambia il Servizio fitosanitario nazionale

D’ora in poi il Servizio Fitosanitario Centrale rappresenterà l’autorità unica di coordinamento e vigilanza sull’applicazione delle attività di protezione delle piante. I Servizi fitosanitari regionali e delle province autonome saranno invece responsabili dell’attuazione delle medesime attività nei propri territori di competenza, con il Centro Difesa e Certificazione (Crea-Dc) che diventa l’Istituto nazionale di riferimento per il supporto scientifico e diagnostico. Sono queste alcune delle principali novità che prevede lo schema di decreto legislativo sulle norme per la protezione delle piante dagli organismi nocivi, approvato il 29 gennaio scorso dal Consiglio dei Ministri.

Con questo provvedimento, l’Italia procede al riordino del Servizio Fitosanitario Nazionale e va a recepire il nuovo regime fitosanitario europeo, introdotto con il Regolamento 2016/2031, adeguando al tempo stesso la normativa nazionale sui controlli ufficiali in materia di sanità delle piante al Regolamento Ue 2017/625. “Il nuovo decreto legislativo - spiega il Mipaaf - punta a rilanciare il ruolo del Servizio Fitosanitario Centrale (Sfc) e dei Servizi fitosanitari regionali (Sfr), con l'obiettivo di rendere ancora più efficiente e veloce la capacità di risposta del sistema nei confronti delle minacce derivanti dall'introduzione di organismi nocivi”.

Tra gli aspetti principali del nuovo testo normativo la definizione di una nuova organizzazione del Servizio Fitosanitario Nazionale, il quale - ai sensi dell’articolo 4 - si articola nel Servizio Fitosanitario Centrale, nei Servizi fitosanitari regionali per le Regioni a statuto ordinario o speciale, nei Servizi fitosanitari delle Province autonome di Trento e Bolzano, denominati “Servizi fitosanitari regionali e delle Province Autonome” e nell’Istituto nazionale di riferimento per la protezione delle piante. 

Il Servizio Fitosanitario Centrale, che opera presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, disporrà di addetti organizzati per Unità nei seguenti ambiti di competenze: predisposizione e adozione degli atti del Comitato fitosanitario nazionale e delle attività di segreteria; funzionamento del Segretariato per le emergenze fitosanitarie; controlli all’importazione; controlli alla produzione e al territorio; controlli all’esportazione e rimozione delle barriere fitosanitarie all’export; formazione e audit; comunicazione; raccordo con le Istituzioni europee ed internazionali.



Il testo modifica inoltre il ruolo del Comitato Fitosanitario Nazionale (sarà “l’organo deliberativo tecnico del Servizio Fitosanitario Nazionale”) ed individua nel Crea-Dc l’Istituto nazionale di riferimento per il supporto scientifico e diagnostico. Il centro diretto da Federico Pio Roversi sarà l’ente incaricato a svolgere numerosi compiti, tra cui quelli di “realizzare approfondimenti scientifici sugli organismi nocivi che rappresentano un rischio fitosanitario di recente comparsa”, di “predisporre Analisi di rischio fitosanitario (Pest Risk Analisys - Pra) e Analisi di rischio ambientale (Environmental Risk Assessment - Era); e di “mettere a punto e validare i metodi analitici, anche attraverso prove di sperimentazione, sia nei confronti di organismi nocivi di quarantena sia di organismi regolamentati non di quarantena (Rnqp), su indicazione del Comitato Fitosanitario Nazionale”.

Per quanto riguarda il contrasto alle emergenze, il decreto prevede l'adozione di un Piano di emergenza nazionale in cui definire le linee di azione, le strutture coinvolte, le responsabilità, le procedure, nonché le risorse finanziarie da mettere a disposizione in caso di ritrovamento di focolai di organismi nocivi in applicazione del Regolamento n. 2017/625. 

Il pacchetto definisce poi un complessivo rafforzamento dei controlli non solo sulle produzioni interne, ma anche sulle importazioni, con adeguamento della dotazione strumentale e di personale dei posti di controllo frontalieri. Al tempo stesso viene ridisegnata la rete dei Laboratori nazionali di riferimento e dei laboratori ufficiali, anche in questo caso prevedendo un efficientamento delle strutture e delle risorse per eseguire gli obblighi derivanti dall'applicazione degli standard più elevati.

Un altro aspetto chiave della normativa è la realizzazione di un sistema informatico, interconnesso con gli altri sistemi europei, per la raccolta e la registrazione di tutti i dati e le informazioni (dati di monitoraggi, intercettazioni, certificati, informazioni su controlli ufficiali) e la ridefinizione dell'impianto sanzionatorio. Infine, in materia di prevenzione, il testo introduce maggiore responsabilità a carico degli operatori professionali per garantire la tracciabilità del materiale vegetale.

Contestualmente all’approvazione del decreto sulla riorganizzazione del Servizio Fitosanitario Nazionale, il Consiglio dei ministri ha approvato anche altri tre schemi di decreti legge che aggiornano le norme per la produzione e la commercializzazione di prodotti sementieri e di materiali di moltiplicazione dei fruttiferi, delle piante ortive e della vite. Queste nuove leggi, secondo il Mipaaf, “consentiranno di eliminare le duplicazioni esistenti nelle procedure amministrative e nei controlli, razionalizzando l'intero sistema con indubbio beneficio per gli operatori che per l'intero sistema agricolo nazionale”.
 
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