«Con l'uva da tavola fuori suolo giochiamo d'anticipo e spiazziamo il mercato»

La siciliana Geva ha inaugurato un nuovo stabilimento di lavorazione

«Con l'uva da tavola fuori suolo giochiamo d'anticipo e spiazziamo il mercato»
Innovare, giocare d'anticipo e puntare sulla qualità. Si potrebbe riassumere così la strategia di Geva, azienda agrigentina specializzata in uva da tavola che, recentemente, ha inaugurato il suo nuovo stabilimento di lavorazione.



L'azienda è stata fondata negli anni Ottanta da Carmelo Vita e oggi è guidata dai suoi tre figli: Giuseppe (responsabile della progettazione), Emanuele (responsabile della gestione aziendale) e Andrea (responsabile vendite). Non a caso il nome dell'impresa è proprio l'acronimo dei loro nomi.



Innovazione, dicevamo. E lo scatto decisivo verso una produzione differente da quella tradizionale è arrivata negli anni Duemila, quando Geva – che coltivava uva da tavola e ortaggi in maniera convenzionale – messa in difficoltà dai prodotti che arrivavano dall'Africa ha deciso di intraprendere una strada diversa. “Abbiamo puntato sull'innovazione, con tecniche produttive che i Paesi in via di sviluppo non riescono a percorrere – spiega a Italiafruit News Emanuele Vita - e poi su una qualità molto elevata”.



L'innovazione si è tradotta nella coltivazione di uva fuori suolo, albicocche sotto serra e ora l'impresa siciliana sta approcciando la coltivazione di caviale di limone – il finger lime – sempre fuori suolo. “E' l'ottavo anno che produciamo uva da tavola fuori suolo, disponiamo di circa ottomila piante, tutte sotto serra – prosegue Emanuele Vita – la cosa più interessante che ci consente questa tecnica di coltivazione, è che arriviamo prima di tutti sul mercato: quest'anno siamo partiti il 20 maggio con la Vittoria e il 15 giugno con la Red Globe. Un fuori calendario che ci consente di anticipare i tempi, ma con un prodotto di grande qualità”.



Il nuovo stabilimento di Geva lavorerà l'uva delle 20mila piante dell'impresa siciliana, circa 800 tonnellate, collocate in un unico grande appezzamento in provincia di Agrigento ad appena quattro chilometri dal mare e a pochi passi dalla Valle dei Templi. Qui, nel comune di Favara, sorge il nuovo magazzino: mille metri quadri coperti in prefabbricato, in cui si trova la sala di confezionamento e le celle frigo; e poi quattromila metri quadri di piazzale a disposizione dei mezzi e della gestione logistica.



“La sala di lavorazione è collocata in un ambiente a se stante, condizionato e isolato dal punto di vista acustico e termico – aggiunge Vita – questo ci aiuta a mantenere alta la qualità del prodotto, ma anche i nostri collaboratori lavorano meglio, in un ambiente più confortevole”.



L'uva viene commercializzata con il brand Geva, sia in Italia che all'estero. L'export è la parte preponderante dell'attività aziendale, circa il 70% del giro d'affari, con Germania e Francia piazze principali, seguite da Olanda e Inghilterra.
“Quest'anno la campagna dell'uva da tavola è partita mediamente bene. Siamo ancora in pochi a raccogliere, molti hanno rallentato perché, dopo aver azzardato staccando prodotto non ancora matura, hanno corretto la strategia. Noi abbiamo aspettato il momento giusto per mantenere alta la qualità e distinguerci sul mercato”.



Anche il caviale di limone, come detto, sarà coltivato fuori suolo e a ciclo chiuso: l'acqua che viene data alle piante e drena viene recuperate con delle canalette, sterilizzata e rimessa in circolo. Un'attività che consente di ottimizzare i costi ma anche di rispettare l'ambiente.



Un ultimo cenno alle albicocche di Geva, coltivate in una serra tecnologicamente avanzata, che controlla i parametri climatici in maniera automatizzata. “Abbiamo adottato una forma di allevamento particolare, detta a Y trasversale – è la descrizione di Vita – l'albero da frutta forma una sorta di siepe e questo crea una competizione positiva tra le piante ed è un ulteriore aiuto a precocizzare. Quest'anno abbiamo iniziato a raccogliere il 15 aprile e finito il 10 maggio, quando la maggior parte dei produttori doveva ancora avviare la propria campagna: abbiamo lavorato benissimi e siamo soddisfatti dei risultati raggiunti. Ci siamo specializzati su una fascia di alta gamma. Nel settore ortofrutticolo c'è ancora tanto da fare a livello tecnico e di cultura d'impresa – conclude Emanuele Vita – ma spingendo in alto la qualità i margini ci sono”.

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