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mercoledì 8 gennaio 2014


I FUNGHI COLTIVATI NEL VENETO TENGONO BENE IL MERCATO E CRESCONO

I funghi coltivati nel Veneto sono ottimi "passisti" sul mercato: riescono a mantenere bene le posizioni ed i prezzi, con tendenza ad un leggero aumento. Sono sostanzialmente soddisfatti i produttori. Negli ultimi mesi la domanda è stata costante e di buon livello. Durante le feste è stato registrato un discreto aumento di domanda e il nuovo anno è cominciato nel segno della continuità.
"È un andamento positivo che lascia intravvedere buone possibilità", rileva Marco Menin, consigliere di OPO Veneto alla testa di una storica azienda di funghi a Tisoi, alle porte di Belluno. "È positivo soprattutto il fatto che anche la Grande distribuzione chieda sempre più funghi italiani, dei quali sono garantite l'origine e la qualità, rispetto a produzioni che sono concorrenti per prezzo ma che non si sa da dove vengano e come siano lavorate. È un fattore che fa crescere la domanda – prosegue Marco Menin – tanto più che la stessa industria conserviera sta privilegiando il fungo coltivato in Italia. Succede anche, in alcuni momenti, che manchi il prodotto nostrano e questo fa che le sue quotazioni si mantengano su buoni livelli".
L'andamento positivo è confermato da OPO Veneto, che commercializza funghi di aziende con il marchio QV - qualità verificata, rilasciato dalla Regione Veneto, che attesta che il prodotto segue i dettami della Produzione Integrata ed è coltivato nel rispetto di pratiche sostenibili e della salute dei consumatori, quindi con un basso impatto ambientale. "E tutto questo – commenta Simone Natali, vicedirettore di OPO Veneto – è un valore aggiunto, fa la differenza e motiva l'affermazione sul mercato". Nel Veneto si producono soprattutto funghi champignon e pleurotus e, a distanza, piopparelli e altre varietà.

Nella foto di apertura, il fungo Pleurotus Ostreatus, chiamato in Veneto "sbrisa"

Fonte: OPO Veneto


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