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mercoledì 7 gennaio 2015


Neve e gelo, Sicilia orientale in ginocchio

La straordinaria nevicata che ha interessato la notte di Capodanno la Sicilia orientale causando seri danni alle produzioni orticole ha spinto il Consorzio Igp di Pachino a chiedere all’assessore Regionale all’Agricoltura Nino Caleca l’immediata attivazione dell’iter per il riconoscimento dello stato di calamità naturale. 

Il passo ufficiale è stato compiuto dopo che, a inizio anno, il direttore del Consorzio Igp di Pachino, Salvatore Chiaramida ha svolto una ricognizione nelle campagne insieme a Massimo Franco, presidente Provinciale di Confagricoltura, rilevando - come si legge in un comunicato - “la situazione disastrosa a cui le strutture serricole di molte aziende sono sottoposte a causa delle condizioni climatiche”. “Le strutture in legno di alcune aziende non sono riuscite sopportare il peso della neve, molte si sono accartocciate, alcune addirittura rase al suolo”, ha sottolineato Chiaramida. 

I danni, nella provincia di Siracusa, stando alle prime stime, ammonterebbero a oltre dieci milioni di euro. Le gelate  hanno distrutto intere coltivazioni di pomodorini, ma anche campi di lattuga, oltre a produzioni di carciofi e di peperoni. Un disastro per l’economia agricola di molti comuni tra cui Portopalo e Pachino, ma anche delle zone più interne, come Francofonte, dove ci sono agrumeti.

Il 3 gennaio Fortunato Sebastiano e Sebastiano Barone - legali rappresentanti, rispettivamente, del Consorzio e dell'Atptp - e Francesco Ristuccia, coordinatore della Fapp, hanno consegnato all’assessore Caleca - che si è recato a Pachino per incontrare amministratori e  agricoltori e accertare i danni - una lettera in cui evidenziano che “l’evento del primo gennaio ha provocato la distruzione di centinaia di ettari di serre nel comprensorio serricolo dei Comuni di Pachino, Portopalo di Capo Passero, Ispica, Noto e Rosolini; la grave situazione venutasi a creare richiede interventi tempestivi da parte degli uffici regionali al fine di avere, in tempi brevi, una quantificazione dei danni subiti e consentire al Governo regionale la declaratoria del danno e l’attivazione della richiesta dello stato di calamità naturale al competente Mipaaf”.



Il riconoscimento, si legge nella missiva, “è il presupposto per attivare ogni azione utile che il Governo Regionale potrà adottare al fine di consentire alle aziende di affrontare questo drammatico momento”.

I firmatari aggiungono che “si rende inoltre necessaria  la creazione di un fondo di solidarietà straordinario come sostegno alle aziende che hanno avuto distrutte le strutture al fine di consentire la ricostruzione degli impianti e il riavvio immediato della attività produttiva e come sostegno per il ripianamento dei debiti contratti per l’avvio della corrente annata agraria, ormai irrimediabilmente perduta”.

La lettera si conclude in tono drammatico: “occorre evitare una grave crisi sociale che potrebbe avere conseguenze anche sul piano dell’ordine pubblico”.

Caleca, che il 3 gennaio ha anche effettuato alcuni sopralluoghi in aziende agricole del territorio ha assicurato il sostegno della Regione: "attiveremo ogni possibile azione per sostenere l’economia agricola della Sicilia sud orientale; ciò significa impegnare la giunta di governo nella dichiarazione dello stato di calamità naturale e avviare agli organismi competenti la richiesta di sospensione delle imposte dovute".

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