Agrumi siciliani, galeotta fu la regia di Rai 1

Le informazioni depistanti sui prodotti inquadrati dalle telecamere di Linea Verde

Agrumi siciliani, galeotta fu la regia di Rai 1
Gol sbagliato, gol subito. Avere spazio durante una trasmissione seguitissima come “Linea Verde” su Rai 1 la domenica mattina, quando le famiglie italiane stanno per riunirsi a tavola, è una grande occasione per dire “la propria”.

Ma usare questa grande visibilità per comunicare il messaggio sbagliato è un clamoroso autogol. Un po’ quello che – dispiace dirlo – è successo domenica scorsa nella puntata dedicata agli agrumi siciliani. Il programma inizia infatti con una passeggiata del conduttore della trasmissione, Patrizio Roversi, e della presidente del Distretto degli Agrumi, Federica Argentati, tra le bancarelle del mercato di Catania.

Fino a quando l’inquadratura resta "un campo lungo", tutto bene; quando però si arriva al primo piano arrivano anche le note dolenti: “Tarocchi 0,33 euro il kg” è il prezzo per le arance rosse di pezzatura medio-piccola. Qualche sequenza dopo, va anche peggio: “Tarocchi dolcissimi 0,25 euro il kg”. Da notare che si tratta di arance di grossa pezzatura e, addirittura, con foglia.

Poi, ancora, arance bionde Navel a 0,33 euro il kg e pure un imprevisto: i due si trovano di fronte a una offerta (in Sicilia!) di arance spagnole, provenienti da Murcia. E via di zoomata.



Si finisce con l’ennesimo cartello a 0,33 centesimi di euro per un chilo di tarocchini (nella foto sopra).

“Pigmentati, piccolini, ma buoni uguale, anzi ottimi", spiega Argentati, che prosegue: “Non si capisce perché soprattutto la grande distribuzione italiana li prezzi in maniera veramente incomprensibile”. Come se quello che abbiamo appena visto fosse, invece, comprensibile.

E qui ci sta un riassunto del messaggio recepito dal consumatore in meno di tre minuti di trasmissione: un chilo di arance siciliane, anche di grosso calibro, può essere acquistato con 0,25-0,33 centesimi di euro; si può spendere ancora meno scegliendo il prodotto spagnolo (che vendono anche nella patria degli agrumi italiani, in Sicilia!) o entrando al supermercato.

Insomma, è chiaro che non si può incolpare la presidente del Distretto degli Agrumi, che non avrà potuto rivedere i filmati o controllare l’operatore delle riprese, ma – per comunicare in modo corretto il valore dei prodotti ortofrutticoli - serve maggiore scaltrezza. Non lasciamo, è il caso di dirlo, la "regia" in mano esclusivamente a chi non conosce il nostro mondo, altrimenti il grande lavoro che tentiamo di fare per valorizzare il prodotto alla vendita rischia di andare completamente perso.

Raffaella Quadretti
Editorial manager - Agroter Group
raffaella@agroter.net


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