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giovedì 1 dicembre 2016


Polizze meteo, oggi coprono anche le crisi legate ai consumi

Le pesanti piogge alluvionali che la scorsa settimana hanno interessato Piemonte, Liguria e Sicilia riportano al centro dell'attenzione il tema delle assicurazioni meteo integrative in campo agricolo.

Secondo le stazioni Arpa piemontesi sono caduti 300 millimetri di pioggia in 24 ore. In quattro giorni è precipitata la pioggia di sei mesi, causando in molte zone la perdita totale del raccolto di vari tipi di verdure e ortaggi. Ad Acate, in Sicilia, sono stati invece registrati 200 millimetri in sole tre ore e danni ingenti alle produzioni agrumicole.

Da fenomeni climatici di questa intensità i produttori italiani possono oggi tutelarsi sottoscrivendo polizze assicurative personalizzate con Pico Adviser Group, società di brokeraggio che, nel 2016, ha lanciato l'Assicurazione "Agricoltura" per eventi meteo tramite i Lloyd's di Londra.

"300 millimetri in un giorno sono assicurabili a un costo contenuto", ha spiegato a Italiafruit News Matteo Pirazzoli, referente commerciale Pico di questo nuovo strumento integrativo del reddito delle aziende che operano in agricoltura. "In generale – ha proseguito Pirazzoli – si possono garantire i danni di ogni tipo di evento meteo che modifichi non solo la resa degli agricoltori, ma anche la normale immissione delle produzioni sui mercati internazionali come, ad esempio, una fase climatica straordinaria e sfavorevole per il consumo in Europa di frutta e verdure".

"La nostra polizza Agricoltura – ha evidenziato Pirazzoli – è gestita in maniera personalizzata a seconda delle esigenze dei clienti, analizzando i dati storici dell'azienda, il clima del territorio e le caratteristiche del prodotto da trattare. Per quanto riguarda il kiwi, solo per fare un esempio, possiamo tutelare le ore di freddo minime per garantire una produttività nella media".

Ma come sta andando in Italia la risposta verso questo nuovo strumento? "Siamo più che soddisfatti! Finora abbiamo definito contratti che riguardano patate (eccesso idrico e temperature elevate), meloni (eccesso idrico e danni alla vendita), pomodori (eccesso idrico), ciliegie (cracking), pere (gelate), susine (gelate) e, appunto, kiwi. Il successo deriva dal fatto che per le grandi aziende di produzione, i consorzi e le cooperative è fondamentale assicurare ciò che non viene garantito dalle polizze meteo canoniche (esempio: franchigie e scoperti), per consentire la sopravvivenza delle aziende stesse".

"Per il prossimo anno – ha concluso il referente di Pico – oltre ad ampliare i contatti diretti siamo anche alla ricerca di collaborazioni strategiche con studi di brokeraggio specializzati nelle polizze grandine affinché questa innovativa copertura possa esser diffusa rapidamente fra gli operatori".

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