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mercoledì 14 dicembre 2016


Biologico, l'Europa decide di non decidere

Il 12 e 13 dicembre 2016 il Consiglio europeo "Agricoltura e Pesca", guidato dalla presidenza slovacca, aveva tre punti all'ordine del giorno: Agricoltura e cambiamento climatico; Rafforzamento della posizione degli agricoltori lungo la filiera alimentare e lotta alle pratiche commerciali sleali; Riforma del biologico che, per l'Italia, era il vero dossier "caldo".
E, se Commissione e Stati membri potrebbero presto adottare nuove soluzioni per garantire il rafforzamento della stipula dei contratti, la trasparenza del mercato e la gestione dei rischi nella filiera agroalimentare, il tema all'ordine del giorno che più interessava il nostro Paese non ha invece trovato soluzione. Una "partita" iniziata nel 2014 e che il Consiglio dei ministri agricoli ha ritenuto impossibile chiudere ormai alla vigilia del 2017.

"La presidenza ha informato il Consiglio - riferisce la nota ufficiale di Bruxelles - che, nonostante i considerevoli progressi fatti negli ultimi triloghi, nessun accordo potrà essere raggiunto entro la fine dell'anno. Questo a causa dell'impossibilità di trovare un compromesso relativamente a emissioni, deroghe alla raccolta dei dati, sementi e sostanze non autorizzate".
Dal canto suo la Commissione non intende ritirare la proposta e la presidenza slovacca ha dovuto riconoscere che sarà necessario un "periodo di riflessione" prima di rimettere mano al dossier bio nel 2017. 

Per l'Italia è sventato il rischio di una riforma "annacquata" che penalizzasse le nostre produzioni, in costante crescita sia sul mercato nazionale che estero.

AssoBio: anche nel 2016 crescita del 20% del mercato biologico
Come fa sapere AssoBio (Associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici), infatti, il 2016 dovrebbe chiudersi con performance analoghe a quelle dello scorso anno (fatturato a 594 milioni di euro, 22,4% in più rispetto al 2014, ndr), confermando il crescente orientamento dei consumatori per gli alimenti bio, controllati e certificati secondo i regolamenti europei e ottenuti con tecniche sostenibili.
Nei primi nove mesi del 2016, infatti, il fatturato del campione rappresentato dai 18 soci di AssoBio ha già raggiunto quota 493 milioni, superando le vendite dell’intero 2014.

Brilla, in particolare, l’andamento dell’export: nel periodo considerato, il campione AssoBio ha inviato all’estero prodotti biologici per 64 milioni di euro. La percentuale del 16% registrata nel 2015 sarà quindi abbondantemente superata, anche grazie all’acquisizione da parte di operatori italiani di imprese distributive estere conclusa a metà anno.

Continua l’andamento fortemente positivo della grande distribuzione, al quale nei primi nove mesi del 2016 il campione di aziende AssoBio ha fornito 104 milioni di euro in prodotti biologici, contro i 115 forniti nell’intero 2015. Positivo anche l’andamento del canale dei negozi specializzati bio, una rete di oltre un migliaio di punti vendita, ai quali il campione di aziende preso in esame ha fornito prodotti per 263 milioni, il 75% dei 349 milioni dell’intero 2015. 

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