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giovedì 9 novembre 2017


Il pomodoro fa quadrato per la legalità

Ieri mattina al Palazzo dell’Agricoltura i rappresentanti delle organizzazioni agricole, sindacali, dell’industria, della grande distribuzione e i soggetti del terzo settore hanno partecipato, in presenza del ministro Maurizio Martina, al tavolo della filiera del pomodoro per rilanciare un impegno comune sul fronte della trasparenza, della legalità e della tracciabilità.

“Andiamo avanti per tutelare una delle esperienze agricole più rappresentative del Made in Italy – ha detto Martina - difendendone la credibilità e isolando chi, sfruttando, si pone fuori dal sistema. La riunione ha l’obiettivo di avviare un percorso stabile in questa direzione attraverso sinergie utili su tutti gli anelli della filiera. A questo scopo è stato creato un gruppo di lavoro ristretto che individui strumenti più efficaci per la totale tracciabilità dei prodotti in vista della prossima campagna di raccolta. Nella stessa direzione va anche il decreto interministeriale che abbiamo firmato per introdurre in etichetta l’obbligo di indicazione dell’origine dei derivati del pomodoro. Su questo fronte continueremo il nostro pressing a Bruxelles affinché si arrivi a una scelta europea. Questo vuol dire garantire maggiori informazioni ai consumatori e rafforzare i rapporti tra chi produce e chi trasforma, nella massima trasparenza".

“La filiera del pomodoro ha bisogno di unità e compattezza. E' necessario che tutti gli attori convergano verso un comune denominatore: valorizzazione e tutela del prodotto 100% Made in Italy e affermazione della legalità per il pieno rispetto della dignità di chi lavora. E' una partita che si vince insieme, unendo le forze dai produttori ai sindacati dei lavoratori, per passare poi a chi trasforma e commercializza il prodotto”. E’ quanto dichiarato da Maurizio Gardini, presidente di Alleanza delle Cooperative italiane a margine del tavolo convocato al Mipaaf. “Alle istituzioni, invece, chiediamo un'intensificazione dei controlli nelle campagne. Il Durc e i codici etici non bastano – ha concluso Gardini - Per fare impresa, soprattutto al Sud, occorre colmare le lacune di base ancora presenti nel sistema”.

“Un importante passo in avanti sul fronte della trasparenza e della legalità di una delle filiere agricole più rappresentative del Made in Italy”. Così ha commentato l'incontro Alessandro Mastrocinque, vicepresidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani e numero uno di Cia Campania.
“L’etichettatura di origine è uno strumento importante a garanzia non solo per un acquisto più consapevole per i consumatori, ma anche per i nostri produttori onesti, danneggiati da chi, invece, si pone fuori dal sistema”.  Il Tavolo ministeriale di filiera del pomodoro ha accolto la richiesta di Cia per la trasformazione dei Distretti in Organizzazioni interprofessionali con tutte le rappresentanze, sia della parte agricola sia delle industrie trasformatrici. Per la Cia è infatti indispensabile rafforzare le Oi per garantire una più equa distribuzione del valore aggiunto. “Le Organizzazioni interprofessionali così strutturate – ha continuato Mastrocinque – potranno fare da utile stimolo per un più efficace coordinamento con le Oi del Nord Italia”.
Cia ha anche chiesto al Mipaaf un miglioramento della tempistica delle programmazioni produttive, in modo da perfezionare l’operatività dei produttori e semplificare il funzionamento delle Rete del lavoro agricolo di qualità.

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