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mercoledì 6 dicembre 2017


Kinder Brioss con le pesche di Romagna Igp

Per le pesche e nettarine di Romagna Igp, coltivate nelle cinque province di Bologna, Forlì-Cesena, Ferrara, Ravenna e Rimini, si aprono nuovi orizzonti e nuovi spazi attrattivi sugli scaffali per 12 mesi l'anno. L'accordo con il Gruppo dolciario Ferrero, ufficializzato ieri a Bologna, per l'immissione sul mercato di una nuova merendina Kinder Brioss arricchita con uno speciale preparato a base dei due frutti tipici, consentirà al Consorzio di Tutela, costituito da pochi mesi, di fare conoscere su vasta scala le pesche e nettarine romagnole promuovendone la loro storia e le loro caratteristiche organolettiche anche attraverso il packaging. Il prodotto da forno sarà realizzato nello stabilimento Ferrero di Balvano (Potenza) e disponibile nei supermercati italiani a partire dal 18 dicembre.

Alla presentazione dell'accordo, tenutasi nella sede della Regione Emilia-Romagna, hanno partecipato, il presidente del Cso Italy Paolo Bruni, il presidente del Consorzio di tutela Pesca e Nettarine di Romagna Igp Paolo Pari, il direttore comunicazione di Ferrero Italia Raoul Romoli Venturi e il presidente della regione Stefano Bonaccini, in rappresentanza della parte istituzionale.

Le pesche e nettarine di Romagna Igp, ha ricordato Paolo Bruni, sono i primi prodotti ortofrutticoli certificati di sempre, a pari merito con le pere dell'Emilia-Romagna Igp e le arance rosse di Sicilia Igp. I soci promotori hanno infatti ottenuto il riconoscimento quasi 20 anni fa, nel "lontano" 1998. I cinque soci dell'appena nato Consorzio di tutela (Apoconerpo, Apofruit Italia, Coferasta, Europ Fruit e Orogel Fresco) rappresentano oltre 10mila aziende agricole romagnole. "Abbiamo un valore straordinario come l'Igp - ha detto il presidente del Cso - per differenziare la nostra offerta territoriale che dobbiamo sfruttare al meglio, prendendo spunto da questa collaborazione. I consumatori d'ora in poi avranno una maggiore possibilità di conoscere l'unicità delle pesche e nettarine di Romagna Igp".

"L'Igp - ha sottolineato Paolo Pari - è una vera opportunità per i peschicoltori locali. Grazie al riconoscimento come Consorzio di tutela avremo ulteriori spazi di crescita in futuro, attuando soprattutto attività di valorizzazione efficaci e di grande impatto sui consumatori. L'attività con Ferrero, in particolare, va ad allargare la panoramica del nostro logo dal settore del fresco a quello dell'industria e ciò ci garantirà sicuramente un valore aggiunto in termini di comunicazione".

Non è la prima volta che Ferrero collabora con un Consorzio di tutela del settore ortofrutticolo. A inizio 2017, come si ricorderà, ha scelto il limone di Siracusa Igp per differenziare l'offerta di Kinder CereAlé, la barretta scaturita dall'esperienza dei sei mesi dell'Expo Milano 2015. "Siamo estremamente soddisfatti - ha posto l'accento Raoul Romoli Venturi - della nostra nuova merendina". Il prodotto finito contiene per il 40% un preparato di pesche e nettarine, distribuito su due strati. "La produzione nel nostro stabilimento di Balvano, in Irpinia, è cominciata proprio in questi giorni. Ci stiamo avvicinando sempre di più ai consumatori e ci aspettiamo ottimi risultati sia per noi che per il Consorzio di tutela".



Per il presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, "l'accordo con un gruppo leader in Europa come Ferrero premia un prodotto d'eccellenza di una terra che detiene il record europeo delle certificazioni Dop e Igp, con ben 44 prodotti riconosciuti. Marchi che sono uno straordinario strumento di difesa dall'omologazione alimentare e aiutano i produttori a conservare spazi commerciali e identità, in un'area nella quale è nata storicamente la peschicoltura e dove opera un sistema ricco di tecnologie all'avanguardia per tutta la filiera. La firma di oggi (ieri per chi legge, ndr) - ha concluso Bonaccini - apre un nuovo spazio di commercializzazione che valorizza la cultura della produzione delle pesche di qualità. Speriamo che questa grande opportunità possa dare slancio a uno dei prodotti più buoni della Romagna. Per vincere sui mercati globali occorre saper fare squadra e questa è la strada che va percorsa".

"La peschicoltura italiana - ha evidenziato ancora Bruni - ha vissuto una drammatica crisi d'identità che possiamo definire crisi di maturità, come spesso accade quando si ottengono grandi risultati per primi e poi arrivano tutti i concorrenti a cercare di erodere le quote. Ricordiamo in particolare come l'Emilia-Romagna si sia specializzata nel tempo nella produzione di nettarine, che hanno rappresentato un'innovazione per il consumatore. Oggi concorre con circa il 30% alla produzione nazionale di nettarine; nel passato questa quota superava il 40%. Occorre un grandissimo sforzo di riqualificazione e adattamento per essere più competitivi". 


Le ultime proiezioni elaborate da Cso Italy vedono una peschicoltura regionale ancora in calo: nel prossimo triennio si stima una ulteriore contrazione del potenziale che potrebbe aggirarsi sul -20% per le pesche e sul -15% per le nettarine; solo le percoche sono previste in crescita. "Si sta però facendo qualcosa di importante per riqualificare l'offerta - ha concluso Bruni - soprattutto nella nostra regione è in atto un forte rinnovamento varietale che porta la nostra peschicoltura più vicina alle esigenze del consumatore".


Da sinistra: Paolo Bruni, Stefano Bonaccini, Raoul Romoli Venturi e Paolo Pari con la confezione della nuova Kinder Brioss alle pesche e nettarine di Romagna Igp

Non è riuscita a partecipare alla presentazione l'assessore regionale all'Agricoltura Simona
Caselli
, che ha comunque commentato: "Il confronto con la Spagna è il grande tema da affrontare, visto che la produzione peschicola iberica che in un primo tempo si rivolgeva solo alle varietà precoci, ora si sovrappone alla nostra. Per ristabilire un equilibrio fra domanda e offerta a livello europeo sono necessarie - per Caselli - azioni di promozione e valorizzazione del prodotto per incentivare i consumi, ma anche una nuova e forte programmazione dell'offerta europea: una strategia che sposti il confronto sul piano della qualità, puntando su unicità, qualità, tipicità. Anche il packaging dei prodotti, ad esempio, qui dove ci sono le aziende leader mondiali, può rappresentare un aspetto di competitività. Va anche considerato il risvolto occupazionale: il tessuto produttivo peschicolo è numericamente importante e anche sotto questo aspetto vanno adottate strategie per valorizzare il piccolo produttore di qualità perseguendo l'obiettivo di una maggiore aggregazione e rafforzamento del potere contrattuale della base produttiva e della filiera".

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