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giovedì 22 febbraio 2018


Zucchine, non esistono condizioni difficili

Da tempo la partenocarpia è sfruttata in agricoltura (per esempio nella produzione di banane, uva e zucchine) per la possibilità di ottenere frutti in assenza di fecondazione, quindi con semi piccolissimi o, addirittura, assenti.

“Nel caso dello zucchino – dice Gianluca Larenza, responsabile sviluppo aggiunto Italia Hm.Clause - le varietà partenocarpiche garantiscono un’eccellente allegagione, quindi sono particolarmente adatte per produrre in condizioni difficili, con scarsa luminosità o basse temperature che complicano il lavoro degli impollinatori. Ma sono l’ideale anche per la coltivazione con metodo biologico o con scarso apporto di chimica, visto che, soprattutto d’inverno, per raccogliere frutti più lunghi e salvaguardare le rese, sono impiegati prodotti a base ormonica”.

Con le varietà partenocarpiche, dunque, si può unire l’interessante livello qualitativo dei frutti con il limitato impatto dei trattamenti, soprattutto di quelli a base di ormoni.



Tra le novità proposte da Hm.Clause per la primavera c’è CLX 29228 F1. “Lanceremo la varietà per i trapianti primaverili nel Continente e per i trapianti autunnali in Sicilia – spiega il tecnico - Ora, ad esempio sono in atto le semine nella zona del Veronese, come anche a Latina per raccolte dal mese di aprile fino a giugno circa o, comunque, fino a quando c'è convenienza economica”.

Di colore verde medio scuro, molto brillante, CLX 29228 F1 è una varietà precocissima, molto produttiva e, soprattutto, costante nella produzione. “Non soffrendo per gli sbalzi termici, non risente delle deformazioni e, pertanto, gli scarti sono ridotti a zero. In più, presenta resistenze a oidio e virus”.



Un’ultima considerazione riguarda l’andamento di mercato dell’ortaggio. “Fino a Natale la campagna è stata positiva – conclude Larenza – A gennaio, invece, lo scirocco e il caldo anomalo hanno accelerato la maturazione, creando sovrapposizione di prodotto, e depresso le vendite. D'ora in poi, invece, tutto dipende dai possibili colpi di coda dell'inverno, che potrebbero rallentare le produzioni nelle aree vocate, e alzare i prezzi decisamente sopra la convenienza economica”.

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