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giovedì 22 febbraio 2018


Biodiversità e alimentazione, se ne parla a Forlì

C'è un nuovo grido d'allarme che riguarda il nostro pianeta. Mangiamo sempre lo stesso cibo, con sempre minor valore nutrizionale e tante specie vegetali rischiano di scomparire. Solo tre colture, riso, grano e mais soddisfano il 50% delle calorie di origine vegetale della popolazione mondiale. Mentre altre migliaia di piante e decine di prodotti animali vengono ignorati o sottoutilizzati.

Risultato: 2 miliardi di persone sono sovrappeso o obese e una persona su tre non ha vitamine e minerali a sufficienza.  Allo stesso tempo l'attuale sistema agricolo produce danni enormi: è il più grande utilizzatore di acqua dolce, contribuisce per il 24 per cento all'emissione di gas serra, fa un uso eccessivo di pesticidi e mette a rischio estinzione 5407 specie vegetali.

La soluzione? Salvare la biodiversità, nutrirsi con colture stagionali, valorizzare le specie sottoutilizzate (sia selvatiche che domesticate), puntare per i raccolti su varietà vegetali più resilienti al cambiamento climatico e resistenti ai parassiti, effettuare la rotazione delle colture. Sarà, inoltre, fondamentale aiutare gli agricoltori ad accedere ai semi e ad altri materiali da piantare per far in modo che si orientino verso una maggiore varietà colturale e verso specie alimentari che contengano più fattori nutritivi rispetto a quelli attualmente in commercio.

A fare il punto di una situazione, che rischia di esplodere nei prossimi anni (nel 2050 si stima che la Terra avrà 9.7 miliardi di abitanti) sarà domani, presso la sala Europa della fiera di Forlì, il primo Forum internazionale “Nutrire le persone e sostenere il pianeta. Ridurre i rischi e cogliere le opportunità: integrare la biodiversità negli investimenti agro-alimentari”.
Il Forum è organizzato dalla Fiera di Forlì in collaborazione con Bioversity International, istituzione internazionale di ricerca intergovernativa e con la partecipazione della Fao l'Organizzazione delle nazioni unite per l'alimentazione e l'agricoltura e riunirà esperti e rappresentanti dell'agrobusiness, del Governo, delle organizzazioni internazionali, degli Investitori.

Sotto accusa sono i sistemi intensivi di coltivazione che hanno aumentato la produttività a scapito della qualità del cibo, impoverito il suolo, facilitato l'erosione del territorio già messo a dura prova dai cambiamenti climatici e contribuito alla perdita di migliaia di varietà alimentari.

Una delle proposte degli esperti per uscire da quest'impasse è utilizzare un indice per misurare il livello di agro-biodiversità dalla produzione fino al consumo, al fine di guidare scelte sostenibili nei sistemi alimentari dei paesi, attrarre investimenti tesi ad aumentare sia la produttività che la qualità della nutrizione, migliorando allo stesso tempo anche la salute del suolo. Una guida, rivolta agli operatori di agro-business ma anche alle banche e ai singoli governi per investire su sistemi che producano diete più sane e colture rispettose dell'ambiente.

Nel corso dell'incontro si parlerà anche del ruolo dell'Unione europea e del piano di investimento europeo per l'Africa e i paesi di vicinato dell'Ue.

Nelle quattro sessioni che si succedono, in lingua inglese, dalle 10 fino alle 17,40 interverranno, tra gli altri, Gian Luca Bagnara, presidente della Fiera di Forlì, Ann Tutwiler, direttore generale di Bioversity International; Paolo De Castro, parlamentare europeo e Roberto Ridolfi, consigliere speciale sulle strategie e lo sviluppo di risorse finanziarie (FAO).

Fonte: ufficio stampa Fiera di Forlì


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