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giovedì 15 marzo 2018


Opera: una stagione complessa che ha ancora molto da dire

“E’ una campagna non facile, ma tutt’altro che negativa. E con il meglio che forse deve ancora venire”. Opera, l’aggregazione che raggruppa il 27% della produzione nazionale di pere, ha numeri ed elementi per guardare avanti con cauto ottimismo. “La quantità complessiva finora commercializzata nel corso dell’esercizio 2017/18 è superiore a quella commercializzata a parità di periodo durante la stagione precedente, tuttavia l’incremento delle nostre vendite per il momento è stato meno che proporzionale all’aumento produttivo, pari a circa il 10%”, spiega il direttore generale Luca Granata. “E questo a nostro avviso potrebbe rivelarsi un vantaggio in quanto l’anno scorso l’offerta di pere Abate italiane, nell’ultima parte di stagione, è calata troppo rapidamente. Quest’anno invece, proprio grazie all’entità della nostra produzione - più alta dello scorso anno - avremo un po’ più pere da immettere sul mercato e quindi potremo garantire un’ottima continuità di fornitura a tutti i nostri clienti in Italia ed all’estero". 

"Siamo convinti - aggiunge Granata - che molti clienti e consumatori, in Italia ed all’estero, fino a quando saranno disponibili pere Abate buone e italiane continueranno a preferirle a qualsiasi altra pera. Crediamo quindi che ci siano tutti i presupposti, a partire da quelli qualitativi, per ottenere maggiori soddisfazioni durante le prossime settimane e mesi: la qualità dei frutti è buona ed è destinata a migliorare ancora. Il tenore zuccherino, che quest’anno era già molto elevato alla raccolta, va tendenzialmente aumentando nel tempo perché i frutti durante la frigo-conservazione perdono acqua - come è normale che sia - e ciò, ovviamente, determina un incremento della concentrazione di sostanza secca e quindi di zuccheri”. 



Opera guarda dunque con una certa fiducia alla seconda parte della stagione 2017/18: “abbiamo un po’ più pere dello scorso anno, ma non troppe, la qualità è buona e la produzione dell’emisfero Sud è in calo del 20% circa. Direi che abbiamo buone carte da giocarci”, commenta Granata (nella foto sopra).

Il trend nella grande distribuzione organizzata, intanto è positivo: "nel gennaio 2018, quando le vendite di pere in Gdo hanno registrato una riduzione media del 16% a volume rispetto a gennaio 2017 la quantità di pere di Opera distribuite in questo canale è invece aumentato di oltre il 3%. Molto bene anche le esportazioni, in crescita di oltre il 20% rispetto alla stagione precedente a pari periodo". “I prezzi medi di quest’anno - sottolinea ancora Granata - sono finora leggermente inferiori a quelli dell’analogo periodo del 2017, che però erano decisamente superiori a quelli del 2016. Le quotazioni medie per chilo durante questa campagna fino ad oggi sono diminuite rispetto a quelle della stagione passata, ma in modo meno che proporzionale all’aumento della produzione”. 


“Insomma - conclude il direttore - ci sono le premesse per ottenere un risultato medio in termini di produzione lorda vendibile per ettaro non troppo diverso da quello del 2016/17. Forse sarebbe stato lecito aspettarsi qualcosa di meglio, anche in considerazione della relativa carenza di altra frutta invernale, ma si sa che il mercato porta spesso qualche sorpresa e lamentarsi per un motivo o per l’altro non servirebbe a nulla. Continuiamo invece a lavorare con determinazione affinché Opera diventi sempre più conosciuta e più rappresentativa nel settore, per poter migliorare ulteriormente il servizio a consumatori e clienti e la sostenibilità di lungo termine del reddito dei produttori italiani di pere”.

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