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mercoledì 18 luglio 2018


Mandarini «Orri», l'Italia resta alla finestra

I Paesi agrumicoli competitor dell'Italia stanno facendo importanti passi in avanti nella coltivazione di mandarini e clementine. Il Marocco, ad esempio, sta puntando soprattutto sulla clementina, da poco diventata il prodotto più importante, in termini di volumi, dell'intera categoria degli agrumi. Mentre la Spagna sta aumentando significativamente le raccolte dei mandarini extra-premium Orri - varietà medio tardiva di origine israeliana sviluppata dall'Istituto Volcani, ndr commercializzati in particolare nel Nord Europa. 

Nella stagione 2017/18, secondo i dati del ministero dell’Agricoltura marocchino, le clementine hanno infatti rappresentato il 24% dell’offerta complessiva di prodotti agrumicoli, per un totale di 528mila tonnellate. Nel complesso, la produzione di agrumi si è attestata a quasi 2,3 milioni di tonnellate, di poco inferiore rispetto al record storico dell’anno precedente. Le clementine, inoltre, sono diventate anche l'agrume più esportato nel mondo (in particolare in Russia), superando le arance Navel Late e le altre varietà Navel. E la loro crescita ha consentito al Marocco di spedire all'estero ben 657mila tonnellate di agrumi, il 16% in più rispetto alla stagione 2016/17.

Dal Marocco passiamo alla Spagna, dove il Club dei mandarini Orri acquista sempre più peso. Nell'ultima stagione, secondo le informazioni dell'associazione Orri Running Committee (Orc), i produttori spagnoli di questa cultivar easy peeler, senza semi e molto dolce, hanno raddoppiato la loro produzione commercializzata rispetto al 2017, raggiungendo le 52mila tonnellate, con un prezzo medio alla produzione che si è attestato a circa un euro il chilo. 

Le superfici si distribuiscono attualmente in sette province. Huelva è la prima zona di coltivazione, in rappresentanza del 27,8% della qualità totale. Seguono le aree di Valencia (22,9%), Murcia (15,9%), Castellón (13,8%), Almeria (8,7%), Alicante (5,8%) e Siviglia (4,9%). "Orri - fa sapere l'Orc - è la varietà di mandarino con il calendario di raccolta e commercializzazione più lungo: da dicembre a maggio. La nostra associazione, che comprende più di 480 produttori, intende continuare la tendenza al rialzo della produzione, così da superare le 60mila tonnellate nella prossima stagione". 

“L’Italia - commenta Vincenzo Perrini, produttore agrumicolo di Massafra (Taranto) - non risente della concorrenza da parte del Marocco nel segmento delle clementine, ma avrebbe un enorme interesse a coltivare il mandarino Orri, che spicca per la sua elevata conservabilità. Il ministero dell’Agricoltura italiano, secondo il mio parere, potrebbe intavolare una discussione con il Volcani Center per favorire la distribuzione di licenze in Italia. Forse è già troppo tardi, ma ci si può provare. In ogni caso - conclude Perrini - credo anche che gli istituti di ricerca nazionali riusciranno col tempo a sviluppare una nuova varietà medio-tardiva con caratteristiche organolettiche simili a Orri e il suo medesimo calendario di raccolta".

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