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lunedì 1 ottobre 2018


Coop dà alla plastica una nuova impronta

L'Europa chiede di contenere l'uso della plastica e facilitarne il riciclaggio e Coop Italia gioca d’anticipo. Se, infatti, l'Ue ha fissato gli obblighi per l'utilizzo di materia plastica riciclata, l'eliminazione dei prodotti monouso e la messa al bando delle microplastiche entro il 2030, la catena di supermercati prevede di raggiungere gli stessi obiettivi otto anni prima, nel 2022.

"In generale, nel giro di quattro anni tutti i pack dei prodotti a marchio Coop (un valore commerciale pari a 3 miliardi l'anno, ndr) saranno ricavati da materiali di imballaggi interamente riutilizzabili - spiega Claudio Mazzini, responsabile freschissimi - Ma già entro la fine del 2018 gli imballaggi di tutte le 78 referenze di ortofrutta a marchio saranno riciclabili o riutilizzabili e, entro il 2019, toccherà alla linea Vivi Verde. In questo modo, quest'anno risparmieremo 960 tonnellate di plastica e nel 2025 il risparmio salirà a 6.400 tonnellate".

Niente di improvvisato, visto che il gruppo si è dato delle linee guida a favore di una maggiore tutela ambientale dal 1995. E, su base volontaria, per primo in Italia ha deciso di aderire alla Pledging Campaign (campagna di impegni), la strategia europea per la lotta alla plastica che entro il 2030 vuole arrivare al 100% degli imballaggi immessi nel mercato riutilizzabile e almeno al 50% di quelli generati riciclato.



Coop è il principale venditore di prodotti ortofrutticoli sfusi, ma “l’economia circolare” e il rifiuto zero non si possono fare solo con lo sfuso. “Servono investimenti nel campo dell'innovazione e incentivi per valorizzare le buone pratiche. Noi abbiamo fatto un passo in più, coinvolgendo quattro big del packaging del calibro di Ilip, Infia, Carton Pack e Nespak perché gli arrivasse direttamente la necessità del cambiamento. Ora cerchiamo insieme nuovi imballaggi che coniughino le esigenze del prodotto che contengono e dell'ambiente. Insomma – aggiunge il manager - soluzioni che parlano alla testa e non alla pancia del consumatore, senza cercare scorciatoie”.

“I prodotti confezionati, peraltro, continueranno ad esistere, anche perché la plastica garantisce una migliore conservazione e protezione degli alimenti. Per questo motivo, le vaschette dell'ortofrutta Coop da settembre hanno come minimo l'80% di contenuto in Pet riciclato”.

Sempre in tema di attenzione all’ambiente, Coop dal 2001 usa le cassette riutilizzabili a sponde abbattibili prodotte dal consorzio Cpr System. “Solo nell’ultimo anno in ortofrutta ne sono state movimentate 67 milioni - precisa Mazzini - Le cassette Cpr hanno già un 40% di polipropilene riciclato e, come le shopper, rappresentano il tipico caso di un prodotto riutilizzabile che ne sostituisce uno monouso, in omaggio ai principi dell'economia circolare tanto cari all'Ue. Ma non dimentichiamo che, nel 2007, siamo stati i primi a introdurre le etichette parlanti che spiegano al consumatore di cosa è composto l'imballaggio e dove gettarlo”.



Intanto, proprio da oggi è in video lo spot tv che racconta a milioni di consumatori come sarà (ed è già) confezionata l’ortofrutta a marchio Coop. Un messaggio forte e chiaro e un modo coerente per chiudere anche il passaggio ideale a Coop Origine, il nuovo brand che racconta i valori dell'insegna (Tracciabilità totale - Filiera di qualità, il payoff): “Non solo contenuto, ma anche contenitore”.

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