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martedì 6 novembre 2018


Fragole e piccoli frutti ko in Trentino

Impianti di fragole e di berries scoperchiati e schiacciati da alberi, ma anche meleti sradicati dal terreno. L'ultima ondata di maltempo ha colpito duro il Trentino-Adige e primarie aziende della regione, come la cooperativa Sant'Orsola di Pergine Valsugana (Trento), specialista nei berries.

"Nel solo Trentino i danni ammontano a 250-300 milioni di euro, di cui 90-100 milioni per agricoltura, foreste e bacini montani", ha annunciato ieri Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di Trento, che ha richiesto al Governo lo stato di calamità. 

"Sicuramente il settore agricolo più colpito - ha sottolineato Mauro Fiamozzi, presidente della Coldiretti di Trento al quotidiano Trentino - è quello delle serre dei piccoli frutti e delle fragole in Valsugana. Se questo evento terribile fosse accaduto un mese prima con le mele sulle piante, i danni sarebbero stati inimmaginabili. Ora, l’unica varietà di mele da raccogliere la Pink Lady, ma in Trentino è poco presente, nel vicino Alto Adige si segnalano impianti interi di meleti sradicati. Con piante cariche di mele".



"Entro la settimana saremo in grado di definire la cifra esatta delle perdite: alcune zone, d'altra parte, sono rimaste isolate per diversi giorni”, ha evidenziato a Italiafruit News Matteo Bortolini, direttore della Sant'Orsola, che ha avviato la conta dei danni. "Possiamo preventivare danni molto pesanti, in particolare in Valsugana dove molte serre risultano schiacciate al suolo dagli alberi divelti. Ciò potrebbe determinare problemi produttivi per le prossime stagioni".

“Per fortuna - ha proseguito Bortolini - la stagione in Trentino era agli sgoccioli: l'unico prodotto che stavamo raccogliendo era la fragola".

In varie zone della Valsugana, la linea elettrica è andata in black-out per più di 24 ore. Alcune aziende del settore melicolo si sono dovute arrangiare con generatori d'emergenza di corrente per alimentare le celle frigorifere e garantire quindi il corretto mantenimento della qualità degli stock. E' il caso del Consorzio ortofrutticolo Cobav (Consorzio ortofrutticolo Bassa Valsugana). "Se non fossimo intervenuti con tempestività - ha dichiarato il presidente Remo Paterno - i danni avrebbero superato i tre milioni di euro".  



Fonte foto: Luca Marognoli

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