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venerdì 4 gennaio 2019


Gilet arancioni, marcia su Bari

Il 7 gennaio a Bari i “gilet arancioni” (il coordinamento che raggruppa Agci, Associazione frantoiani di Puglia, Cia, Confagricoltura, Confcooperative, Copagri, Italia olivicola, Legacoop, Movimento nazionale agricoltura, Unapol) non saranno soli.
Con loro, per chiedere maggiore attenzione nei confronti dell’agricoltura e dell’olivicoltura regionali, scenderanno in piazza anche i sindacati Cgil, Cisl, Uil e i Comuni pugliesi, rappresentati dall’Anci. Con un milione di giornate lavorative perse, infatti, a essere ferito non è il solo settore olivicolo o l’agricoltura, ma l’intero sistema economico, produttivo e sociale della Puglia.

In particolare, i gilet arancioni protestano contro lo stop al Programma di sviluppo rurale e il mancato riconoscimento dello stato di calamità da parte del ministero delle Politiche agricole dopo le tremende gelate dello scorso febbraio. Ma chiedono anche interventi mirati e decisi contro la Xylella, che dal Salento sta risalendo verso le province più settentrionali.



I trattori degli imprenditori agricoli si muoveranno da tutti i Comuni pugliesi. “La Puglia olivicola – si legge in una nota dei gilet arancioni – è stata dimenticata dalle Istituzioni e messa in ginocchio da gelate, Xylella e Psr fermo. E’ arrivato il momento delle azioni e dei fatti concreti, le parole e le promesse, ormai, non bastano più. Gli agricoltori pugliesi sono arrabbiati e pretendono risposte concrete”. 

Secondo il ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, però, chi protesta non conosce la situazione: “L’agricoltura pugliese e la tutela del reddito degli agricoltori sono tra le nostre priorità. Per questo, ci tengo a chiarire che, sulla questione delle gelate in Puglia, il Mipaaft è intervenuto in sanatoria poiché, per effettuare la declaratoria sulla legge 102, occorreva la delibera della Regione di delimitazione del territori colpiti da avversità entro 60 giorni dal manifestarsi dell’evento, più eventuali 30 giorni in caso di straordinarietà. La Regione Puglia non ha effettuato le deliberazioni nei termini, perciò stiamo intervenendo per sanare errori di altri”.



“Abbiamo anche presentato un emendamento da inserire nel decreto Morandi ed è stato l’unico a essere tolto – continua Centinaio - Nella Stabilità e nella finanziaria è stato sempre dichiarato inammissibile per materia. In tutti i decreti legge (Dignità, Proroga termini e Semplificazioni) abbiamo inserito la norma nella fase di predisposizione dell'articolato e nella fase emendativa di conversione in legge, ma è stata sempre espunta perché considerata priva dei requisiti di necessità e urgenza. Infine, ricordo che era entrata in ultima bozza del decreto dignità, ma è stata tolta anche in questo caso. Lo inseriremo in tutti i provvedimenti perché siamo al corrente della situazione, ma protestare contro il Mipaaft dimostra poca attenzione e conoscenza dei fatti, nonché un infondato pregiudizio”.

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