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martedì 29 gennaio 2019


«Gdo sempre più attenta agli agrumi bio»

Il limone è l'emblema degli agrumi biologici e gioca un effetto traino sul comparto. Ne è convinto Antonio Fricano, presidente di Bia, consorzio agricolo tra produttori di ortofrutta biologica nato nel 2011 e che oggi conta 11 aziende associate. Tra queste c'è Aposicilia, realtà siciliana guidata dallo stesso Fricano e specializzata nella produzione agrumicola.

Ma per analizzare l'attuale campagna agrumi è necessario fare una distinzione tra limoni, arance e mandarini, perché i tre prodotti hanno andamenti decisamente diversi.



“La campagna, in generale, è generalmente positiva – premette Fricano – Per quanto riguarda i limoni, dopo uno splendido decennio con prezzi in crescita, assistiamo a una stabilizzazione delle quotazioni. Un'attenuazione che si riscontra a livello europeo, anche perché la Spagna dispone di maggiori volumi e questo ha contribuito a livellare i prezzi. In Italia, dove i consumi bio partivano da livelli inferiori, continua l'incremento delle vendite e la Gdo sta dando attenzione al prodotto. D'altronde il limone è l'agrume biologico per eccellenza, l'ambasciatore del bio, ha una valenza che io definirei omeopatica: magari non ce ne rendiamo conto ma lo usiamo in tutte le sue parti, dalla buccia al succo, nelle più disparate occasioni di consumo. Una cosa che non ha eguali in ortofrutta. Con i limoni riusciamo a lavorare per undici mesi l'anno, da ottobre ad agosto, con diverse varietà e, ovviamente, diverse quantità disponibili, ma possiamo garantire una fornitura costante”.



Capitolo arance e qui, specialmente per le rosse, ci sono buone notizie. “La produzione in calo e l'elevata richiesta dai Paesi scandinavi a scendere, tengono vivo il mercato – riprende il presidente di Bia – così come i nuovi spazi commerciali che si potrebbero aprire in Cina. Gli scenari, rispetto al passato, sono decisamente più promettenti. La qualità, poi, in questa campagna non manca e questa è un'arma in più per noi produttori”.

Sui mandarini, invece, ci sono criticità. “E' un mezzo disastro in Sicilia – ammette Fricano – a causa dell'andamento meteo. Invece ci sono buone prospettive per il tardivo. Buoni segnali li abbiamo dal Nova, prodotto apirene tra il mandarino e il clementino, che soprattutto all'estero ha richieste sostenute”.



La produzione agrumicola biologica viene raccontata anche nel sito internet del Consorzio Bia, da poco online. “Bia nasce da un gruppo di produttori che hanno voglia di esporsi, di dire la loro, di difendere le loro produzioni senza intermediari – evidenzia il presidente – L'obiettivo è di entrare in nuovi mercati che siano attenti all'eticità e alla trasparenza della filiera. Ecco perché alle spalle abbiamo un lungo lavoro di condivisione che mettiamo al servizio dei nostri partner. Per esempio il regolamento e le linee di indirizzo collegiali sono pubblicate sul nostro portale, perché non abbiamo nulla da nascondere e crediamo nella trasparenza pura. Il nostro sito vuole comunicare proprio questo, spiegando in primis agli operatori della Grande distribuzione che questo è un valore aggiunto: oltre alla qualità organolettica, estetica, alle certificazioni, ai percorsi di filiera, giochiamo anche la carta della trasparenza”.

Una strategia che sta funzionando. “Bia è in crescita a doppia cifra, una crescita importante che deriva da un lavoro a monte che sta dando i suoi frutti – sottolinea Fricano – In questi anni siamo riusciti a raggruppare produttori specializzati con volumi adeguati per fornire la Gdo e stiamo lanciando una linea di ortofrutta fresca e insalatine pronte con brand Solidale Italiano di Altromercato”.

Il Consorzio Bia la prossima settimana sarà, per la prima volta, a FruitLogistica (Hall 4.2 - Stand C/07).

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Maicol Mercuriali
Editor - Social Media Manager
maicol@italiafruit.net

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