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martedì 19 marzo 2019


Export veronese in rosso, «nessun problema strutturale»

E’ un rosso “intenso” quello dell’export veronese di ortofrutta, che nel 2018 ha perso in valore il 10,3% sul 2017, attestandosi a 536,5 milioni di euro. Un dato peggiore rispetto al nazionale (-6,3% per un dato assoluto di 4,6 miliardi di euro) che il presidente di Fruitimprese Veneto, Stefano Pezzo, attribuisce a fattori contingenti: “Abbiamo risentito dell’onda lunga delle gelate di aprile 2017 - spiega - che hanno danneggiato e ridotto sensibilmente i volumi di articoli per noi strategici come mele, pere, kiwi: disponibilità e scorte si sono ridotte e le vendite, nel primo semestre del 2018, sono calate sensibilmente in volume e valore. Va considerato poi che il grosso della produzione veronese è rappresentato dalla frutta che a livello nazionale perde, in valore, l'11%”.

 
“Nessun problema strutturale, insomma, per il settore di una regione che è impegnata - aggiunge Pezzo - a essere leader in produzione ed esportazione. I dati 2019, verosimilmente saranno diversi; la disponibilità di mele e delle altre referenze è ampia e di conseguenza risaliranno anche i fatturati con l’estero. Il problema, semmai, è legato alla perdita di competitività dell’intero sistema Paese a causa degli elevati costi di produzione rispetto a concorrenti agguerriti come la Grecia e l’Iran per il kiwi, ove si sta facendo sotto anche la Turchia, che in prospettiva darà fastidio su mercati un tempo presidiati solo dal Made in Italy. Idem per le mele, con la Polonia che gode di costi molto più bassi e per pesche, nettarine e alcune orticole, dove è invece la Spagna ad avvantaggiarsi dei costi minori”.



Tornando al dato ortofrutticolo veronese, esso vale il 4,7% dell’export complessivo della provincia veneta. Considerando invece tutte le merci scaligere, quindi non solo frutta e verdura, la Germania si conferma primo mercato di destinazione delle esportazioni con 1,8 miliardi di euro, davanti alla Francia (1,1) e al Regno Unito (709 milioni), che però è interessato in minima parte all’ortofrutta fresca veronese. Ai piedi dell’ideale podio Stati Uniti (670 milioni) e Spagna (647 milioni), precedono Austria, Svizzera, Polonia, Russia e Belgio che completano la top ten con un range tra 382 e 276 milioni di euro; undicesima la Cina, con 245 milioni di euro.

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