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venerdì 5 aprile 2019


Fragole resistenti e sostenibili, ci pensa Med Berry

Fragole al centro del programma Prima (Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area), che promuove attività congiunte di ricerca e innovazione nel settore agri-food tra Paesi del Med con l’obiettivo di agevolare l’accesso all’acqua potabile e al cibo. Con un budget di 500 milioni di euro, cofinanziato dai 19 paesi partecipanti (11 Paesi Ue e 8 Paesi non-Ue) e dalla Commissione Europea, sostiene la ricerca e l’innovazione attraverso finanziamenti distribuiti su un arco temporale di sette anni.

I primi bandi, riguardanti varie aree tematiche (gestione efficiente delle risorse idriche, agricoltura sostenibile, filiera agro-alimentare), del valore annuo complessivo di 48 milioni, hanno registrato la partecipazione di 840 consorzi e 5.400 unità di ricerca provenienti da 24 Paesi. Dopo due stadi di valutazione condotti da esperti indipendenti secondo le regole di Horizon 2020, il programma quadro per la ricerca e l’innovazione dell’Unione Europea, sono stati individuati i primi 18 consorzi beneficiari del finanziamento: tra questi l’Italia ne coordina 9, mentre 15 vedono la partecipazione di unità di ricerca italiane all’interno dei progetti. I risultati della tranche sono stati presentati ieri a Bruxelles all’Europarlamento.



L'ortofrutta è al centro di Med Berry, focalizzato sulla ricerca di nuove strategie per proteggere le piantagioni di fragole nei Paesi del Mediterraneo, diminuendo l’utilizzo di agrofarmaci e producendo frutti a minor impatto ambientale. Il coordinamento è tutto italiano - attraverso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie AgroAlimentari dell’Università di Bologna - e ha una durata prevista di 36 mesi a partire dal primo maggio 2019, con un budget di 1,2 milioni di euro.



Fra le soluzioni individuate la costituzione di varietà resistenti attraverso l’uso di tecnologie di manipolazione genetica (breeding) sia tradizionali sia innovative; si vogliono inoltre sviluppare nuovi agrofarmaci che sfruttando meccanismi molecolari molto specifici siano a basso impatto ambientale. I Paesi coinvolti sono cinque in totale, con l’Italia che annovera tre soggetti partecipanti (Università di Bologna, responsabile scientifico Elena Baraldi, Università Politecnica delle Marche, responsabile scientifico Bruno Mezzetti, Università di Milano, responsabile scientifico Dario Frisio”), Spagna e Francia con due, Marocco e Turchia con uno. 
Il progetto Med Berry considera le tre malattie più gravi della fragola: il marciume grigio, l’antracnosi e il mal bianco, causati rispettivamente da Botrytis cinerea, Colletotrichum sp. e Podosphaera aphanis. 

Gli impatti attesi del progetto Med Berry sono la diminuzione del fabbisogno di fungicidi, la maggiore resa e qualità dei frutti, l’innovazione nel mercato vivaistico e agro-farmaceutico.

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