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venerdì 19 aprile 2019


Salvi Vivai, qualità e shelf life per la fragola Flaminia

Flaminia: una varietà che sta rispondendo in modo efficace alle necessità dei produttori del Sud. Ne parliamo con Giampiero D’Onofrio, responsabile Cjo, il consorzio Jonico Ortofrutticoltori di Eboli, in Campania.

Domanda: Flaminia è una varietà specifica per gli areali mediterranei: cosa rende questa varietà Civ distribuita da Salvi Vivai così speciale?
Risposta: Sono diversi gli aspetti positivi che come produttori possiamo riscontrare in Flaminia e che, per quanto riguarda la nostra zona, ci hanno spinto a investire il 90% (25 ettari) dei nostri terreni in questa coltivazione. Prima di tutto il frutto che presenta un calibro importante durante tutto il periodo della raccolta garantendo così sempre un prodotto uniforme. Senza contare che al gusto Flaminia conquista perché ha un sapore ottimo, molto dolce, oltre ad essere un frutto molto croccante.
La pianta ha un buon vigore, si adatta bene ad ogni terreno, è resistente a oidio e lo stacco del frutto è facile; per queste sue caratteristiche consente di avere una buona raccolta e dei rendimenti molto alti, caratteristiche, queste, che sono un prezioso aiuto per i produttori. 

D: E per quanto riguarda il mercato? È una varietà che si vende bene?
R: Flaminia sta creando molto interesse e per quanto ci riguarda stiamo esportando praticamente tutto il prodotto verso la Germania. Questa varietà ha il pregio di avere una shelf life molto lunga (circa 2-3 giorni in più rispetto alle altre fragole) quindi ci permette di offrire un prodotto che arriva all'estero ancora perfetto.

D: Quindi dovrebbe essere un fattore di vantaggio anche nei confronti della Gdo.
R: Certamente Flaminia è un fattore positivo in questo momento particolare perché facilita noi produttori nella gestione del fragoleto sia dal punto di vista economico che di raccolta. Faccio riferimento al rendimento a cui accennavo prima ma anche al fatto che essendo una varietà precoce, ma non precocissima, consente di prolungare la raccolta fino a giugno. In più, una volta pronto per essere sul mercato, il prodotto conserva e mantiene le sue caratteristiche intatte per molti giorni.

D: Tuttavia bisogna fare i conti con i prodotti che arrivano dall'estero, ma che non hanno lo standard qualitativo del prodotto nazionale.
R: Sì, quest’anno la Spagna ha avuto condizioni climatiche ottimali e i frutti che arrivano sui nostri mercati, anche se dal punto di vista della sapidità non hanno nulla a che vedere con i nostri prodotti nazionali, non presentano i problemi di conservazione che avevano gli anni scorsi verso questo periodo. Si sta creando quindi un’importante sovrapposizione di prodotto estero con il prodotto italiano e purtroppo la preferenza della Gdo e dei consumatori non sta premiando la qualità Made in Italy, complice naturalmente anche il periodo di crisi economica diffusa che sta vivendo il nostro paese.
La scelta dei produttori italiani, oggi, è orientata verso tecniche colturali a basso impatto ambientale: si parla di aziende virtuose che privilegiano la qualità del prodotto ma che hanno bisogno di un supporto importante e di una maggiore collaborazione dalla Gdo che già alla fine degli anni ’90 aveva contribuito in modo decisivo a favorire una fragolicoltura italiana di qualità. 

D: Cosa fare dunque?
R: Abbiamo bisogno che il comparto faccia nuovamente fronte comune per essere ancora più incisivi verso il consumatore nel trasmettere i valori del nostro prodotto nazionale.
I dati sulla produzione italiana parlano di un moderato aumento delle superfici adibite a fragolicoltura dell’1%, che nel 2019 arrivano a circa 3.800 ettari. Il 60% è concentrato al Sud e per quanto riguarda la Calabria in particolare si parla di una superficie di 274 ettari. I numeri quindi sono assolutamente importanti.
Per quanto riguarda noi produttori l’intenzione e la tendenza è quella di affidarsi a vivaisti di qualità che ci sappiano guidare nella scelta oculata delle varietà da produrre e certamente Flaminia è una soluzione che ci aiuta in modo importante, permettendoci di limitare i costi di gestione del fragoleto e di ottenere e mettere sul mercato un ottimo prodotto.



Fonte: ufficio stampa Salvi Vivai


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