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venerdì 3 maggio 2019


Ser.mac e l'intelligenza artificiale in ortofrutta

L'intelligenza artificiale si sviluppa anche in ortofrutta: nei magazzini di lavorazione arrivano macchine che, semplificando il ragionamento, funzionando imparano. Imparano a riconoscere i difetti dei frutti, ad esempio, oppure a selezionarli sulla base dei criteri prescelti. A questa soluzione all'avanguardia Ser.mac - azienda specializzata nella progettazione e nella realizzazione di tecnologie per la lavorazione, la selezione della qualità e il confezionamento di oltre 30 tipologie di prodotti ortofrutticoli freschi - ha dato un nome: HDiA – High Definition innovative Agrovision.



Al Macfrut l'azienda cesenate (Padiglione B3 – Stand 78) metterà in vetrina gli ultimi sviluppi di queste nuove applicazioni dedicate a categorie importanti come mele, kiwi, susine, melagrane solo per citare alcuni esempi. Dopo il lancio dello scorso anno, HDiA - il nuovo sistema ottico delle linee Ser.mac - ha nuove configurazioni e le potenzialità di sviluppo sono davvero enormi: la fiera sarà l'occasione per presentarle al settore ortofrutticolo.

"Vogliamo offrire al produttore tecnologie all’avanguardia che siano in grado di fornire risultati concreti migliorando effettivamente i processi produttivi - sottolinea Stefano Crociani, amministratore delegato della società - Ci prendiamo la responsabilità di far sì che i prodotti siano presentati al meglio sul mercato. Puntiamo sull’industrializzazione dell'intero processo di lavorazione per raggiungere alti volumi di produzione ma, nel frattempo, siamo consapevoli di quanto sia fondamentale nel mercato di oggi rispettare la delicatezza e la qualità del prodotto offerto al consumatore. Macfrut sarà l’occasione per presentare le ultime innovazioni per la classificazione della qualità di kiwi, melagrane, mele e susine; grazie alle nuove configurazioni applicative del sistema di visione HDiA, sviluppato e brevettato da Ser.mac".



E' una tecnologia che affascina quella di HDiA. "Si tratta di una complessa rete neurale di intelligenza artificiale in grado di vedere meglio dell’occhio umano, costantemente e senza cali di resa, individuando zone di interesse in immagini digitali di tessuto organico - illustra Crociani - Siamo impegnati in attività di ricerca e sviluppo principalmente nella visione artificiale, o meglio nella machine vision, applicata al mondo dell’ortofrutta, nello specifico nella selezione dei parametri di qualità. L'obiettivo è fornire alle nostre macchine un sistema di conoscenza che le permetta di interpretare i frutti cosi come vengono interpretati dai nostri occhi. Si cerca di implementare la visione artificiale in un modo che sia il più simile possibile a ciò che si pensa avvenga nell'occhio umano e quindi un approccio non caratteristico".

Questo si traduce nella creazione di algoritmi che seguono le regole della visione umana. "Non prevediamo analisi specifiche su singoli oggetti ma un flow continuo che non smette mai di vedere, proprio come l’occhio - aggiunge il manager - Progettiamo macchine per la classificazione e la selezione di prodotti ortofrutticoli freschi, che funzionano allo stesso modo e che sono indipendenti da ciò che vedono e possiedono una capacità visiva molto simile a quella dell'uomo. HDiA non ha bisogno di un database con una pre-classificazione dei difetti per consentire al sistema di confrontare e identificare i difetti: è così che gli altri sistemi operano durante l'elaborazione dei dati per la classificazione della frutta. Il nostro intento è quello di cambiare questo tipo di approccio e il modo di operare dei sistemi ottici attuali, non più un machine comparison delle immagini ma machine learning. HDiA consente di analizzare in alta definizione il frutto nella sua interezza ed è in grado di cogliere anche le differenze minime, evidenziando e garantendo la qualità dei prodotti in termini di peso, forma e qualità. In termini di qualità HDiA permette di raggiungere anche il 99% di affidabilità per alcune tipologie di difetti. Inoltre - prosegue Crociani - a differenza delle altre tecnologie presenti nel mercato, HDiA permette di individuare l’area del picciolo, e analizzare i difetti nel picciolo stesso".



Attualmente, HDiA è operativa nelle principali aree geografiche chiavi per la produzione di frutta: Sud America, Europa, Africa mediterranea. Con HDiA, le aziende agricole possono contare su una notevole riduzione degli sprechi, dei tempi e dei costi di manodopera. "Ma, cosa più importante, le tecnologie Ser.mac garantiscono un aumento concreto dei profitti e la qualità del prodotto offerto al consumatore - conclude l'amministratore delegato dell'azienda - La tecnologia permette di soddisfare al meglio quello che il consumatore preferisce in termini di varietà, colori, forme e sapori. In una parola, qualità. Le tecnologie Ser.mac permettono di stabilire differenti categorie di qualità dei frutti, a seconda delle necessità".

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Maicol Mercuriali
Editor - Social Media Manager
maicol@italiafruit.net

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