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martedì 7 maggio 2019


Neve in Trentino Alto Adige, pochi danni per i meleti

Freddo e neve a bassa quota: i meleti del Trentino Alto Adige, in fase di fioritura, “tremano” ma, per il momento, non mostrano segnali di sofferenza. “Nessun danno, per fortuna ma la notte più fredda sarà quella che sta per arrivare, tra lunedì e martedì; riteniamo però che non dovrebbe succedere nulla di particolarmente rilevante alle coltivazioni”, il commento dal Vog. “Nonostante l'eccezionalità della nevicata di domenica, con la neve che è arrivata fino a metà valle - il commento di Andrea Fedrizzi, responsabile marketing e comunicazione di Melinda - non registriamo, per fortuna, danni alle colture”. Nessuna segnalazione di danni neppure da Vip, in Val Venosta.

Soprattutto in Trentino c’era grande attenzione e timore per il brusco calo delle temperature di questi ultimi giorni e le straordinarie nevicate che hanno interessato il territorio provinciale; la memoria di molti è corsa alla fine dell’aprile 2017 quando le colture sono state fortemente colpite da una gelata che non si registrava da decenni. Un evento che aveva falcidiato le produzioni melicole. Ieri, con il ritorno del sole e la possibilità di fare una prima conta dei danni, si è capito che la situazione è meno grave del previsto. 



“La nevicata a bassa quota di domenica non ha causato danni ingenti, i nostri tecnici ci hanno segnalato problemi limitati in alcune aree della provincia che potrebbero eventualmente compromettere leggermente la qualità delle produzioni colpite”, dice il direttore del CoDiPra di Trento Andrea Berti.

“Eventi come quello di domenica – spiega Andrea Piazza di Meteotrentino – sono molto rari. Il rischio gelo resta confermato tra la notte di lunedì e martedì ma, alle quote basse, solo limitatamente alle zone pianeggianti dove cesserà del tutto il vento. Fortunatamente non si attendono abbassamenti particolarmente consistenti, al più di qualche grado sotto lo zero”.

L’evento meteo avverso del 2017, in Trentino aveva fatto nascere un progetto di Partenariato europeo per l’innovazione per conoscere il rischio gelo delle diverse microaree produttive del territorio e, attraverso la stretta collaborazione tra ricerca e mondo produttivo, delineare le migliori soluzioni di difesa da adottare. Sono alla prova da parte della Fondazione Mach diversi sistemi di difesa attiva (wind machine, fog machine e antibrina a basso consumo d’acqua). Nel contempo la Fondazione Kessler e l’Università di Trento sono impegnate nello studio e caratterizzazione delle diverse aree attraverso lo studio dei dati sfruttando l’intelligenza artificiale. 

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