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Pesche piatte mercoledì 26 giugno 2019


«Frutta estiva, la riscossa del gusto»

La riscossa del gusto per albicocche, pesche e nettarine. Se la primavera ha lasciato poco spazio alle primizie della frutta a nocciolo, le ultime settimane hanno visto una decisa inversione di tendenza: sia nella qualità dei prodotti che nella domanda del mercato. E se la produzione è qualificata dall'essere biologica e biodinamica, qualche soddisfazione in più c'è. E questo è il caso dell'Op Carpe Naturam di Corigliano Calabro (Cosenza), tra i soci fondatori di Bia, consorzio agricolo tra produttori di ortofrutta biologica.



"E' inutile negarlo: le drupacee, per noi che siamo specializzati nelle primizie, hanno vissuto una campagna difficile, condizionata da un andamento climatico che ha determinato un livello organolettico non sempre adeguato: in primavera, quando le temperature sono state basse, il gusto non era interessante pertanto è stato difficile conquistare il consumatore", spiega a Italiafruit News Anita Minisci, direttore commerciale di Carpe Naturam e consigliere di Bia. “Ora, però, le cose sono cambiate: dopo aver lavorato con mercati nordeuropei piuttosto lenti, in cui si sono sviluppati numeri esigui, nelle ultime settimane con l'arrivo del caldo gli scambi sono ripartiti e si sta finalmente lavorando a un ritmo normale".



Carpe Naturam coltiva drupacee su una superficie di circa 60 ettari. I soci dell'Op hanno esordito nella campagna con le albicocche sotto tunnel, per poi passare a pesche, nettarine, albicocche rosse. Una specialità del gruppo calabrese è la pesca piatta. "La produzione spagnola di questo frutto è stata talmente importante che nei mercati europei è risultato un po' difficile collocare il frutto - prosegue Minisci - Sui banchi della Gdo europea c'è una lotta tra le varie tipologie di pesche per conquistare un po' di spazio: ci sono catene che hanno deciso di eliminare le pesche tonde per privilegiare le piatte, che da articolo di nicchia si sono ormai trasformate in prodotto di largo consumo, capace di sostituire le varietà tradizionali. Ovviamente questa sorta di cannibalismo  nuoce necessariamente a qualche referenza quasi succedanea".



In questo contesto esprimere una produzione biodinamica è d'aiuto. "Per noi il biodinamico è stata un'evoluzione aziendale: se un'azienda biologica è anche biodinamica allora si tratta certamente di un'azienda biologica evoluta - illustra il direttore commerciale di Carpe Naturam - un tassello in più per dare valore all'impresa e alle sue produzioni. Insisto e ripeto: l'elemento fondamentale di questo metodo di coltivazione è il riscontro positivo in termini di 'sistema produttivo', prima ancora che commerciale. Riteniamo il biodinamico il miglior metodo di coltivazione oggi possibile, bisognerebbe adottarlo a prescindere. La nostra produzione di frutta a nocciolo nasce come progetto biodinamico”.



Carpe Naturam, come detto, è tra i soci fondatori del consorzio Bia ed è, per conto del consorzio, la piattaforma di gestione nel Sud Italia. "Bia è sempre alla ricerca di realtà e stimoli per conquistare nuovi spazi e affrontare nuove sfide - afferma Anita Minisci - Tutto si fa con la concretezza di una realtà nata dalla produzione per la produzione, ma verso il mercato: abbiamo una visione del miglioramento e dell'evoluzione del business che parte dalle esigenze del cliente, ecco perché siamo orientati dal mercato partendo dai sistemi produttivi".

E la Gdo risponde? "Nella misura in cui decide di aprire le proprie porte alla produzione - risponde la manager - C'è una Gdo estera molto ben organizzata da tempo sul bio di cui i soci di Bia erano già fornitori; e poi c'è quella italiana, che quando ha aperto le porte alle organizzazioni dei produttori ha potuto verificare, monitorandola, la potenzialità di questo sistema. Ora - conclude Anita Minisci - ci aspettiamo che anche altre catene della Gdo si affaccino e si interessino al nostro tipo di organizzazione e proposta".

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Maicol Mercuriali
Editor - Social Media Manager
maicol@italiafruit.net

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