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martedì 27 agosto 2019


Kiwi: produzione scarsa, incognite moria e cimice asiatica

Mancano ancora due mesi all'inizio delle raccolte, ma si può già affermare che avremo un'annata di magra per il kiwi Hayward. Da Nord a Sud, infatti, la produzione è scarsa e anche la qualità non pare essere elevata in termini sia di pezzatura che di forma. Rimane inoltre sempre irrisolto il problema della moria del kiwi, patologia che si sta diffondendo con grande preoccupazione anche in provincia di Latina (Lazio), prima zona di coltivazione del nostro Paese. E la recente proliferazione della cimice asiatica nelle regioni del Nord sta andando a complicare un quadro già di per sé negativo.

L'Organizzazione di produttori Zeoli Fruit, che opera a Cisterna di Latina e dintorni, conferma che le prospettive appaiono complicate: "Noi prevediamo una carenza produttiva del 50-60% rispetto a una produzione regolare che, per quanto riguarda la nostra zona, si attesta a circa 400 quintali per ettaro", spiega a Italiafruit News l'agrotecnico Gianni Procacci

"Dopo due campagne di scarsa produzione - precisa - pensavamo di poter ritornare a gestire un volume normale, invece non sarà così. Le piante di actinidia, infatti, non hanno risposto bene agli stress climatici degli ultimi mesi, visto che la primavera fredda, che ha portato piogge continue durante la fase di fioritura, è stata seguita da una estate molto calda con punte di 40 gradi centigradi per diversi giorni".



La scarsa impollinazione nel periodo della fioritura ha avuto un impatto negativo anche sui calibri. "La qualità, per adesso, non è eccelsa. Mancano sia la pezzatura sia la forma, nel senso che il frutto si presenta molto tozzo - aggiunge Procacci - Speriamo quindi che le condizioni climatiche dei prossimi due mesi, vale a dire il tempo che manca da qui ai primi stacchi, possano aiutarci a recuperare un po' di qualità".

Non va meglio agli impianti dell'Emilia-Romagna. "Ci stiamo preparando a contare i danni delle eccessive piogge di maggio anche sulle produzioni di kiwi. È previsto un calo di rese e un calibro inferiore del frutto" evidenzia Nicola Servadei, vice-presidente dei frutticoltori di Confagricoltura Emilia-Romagna.  

Non bisogna dimenticare, infine, il continuo sviluppo della moria del kiwi che, in pochi anni, ha ridotto sensibilmente gli ettari coltivati in Piemonte e Veneto. Ma non solo. "Anche nel Lazio - conclude l'agrotecnico della Zeoli Fruit - si stanno cominciando a tagliare importanti superfici a causa di questa malattia. Che, quest’anno, si sta presentando in maniera più energica rispetto al 2018. Le zone più colpite sono quelle del triangolo di Campoverde, Aprilia e Cisterna di Latina. Da parte nostra abbiamo scritto recentemente alla Regione Lazio, in quando siamo molto preoccupati per il futuro del comparto regionale. Servirebbero maggiori investimenti statali destinati alla ricerca, volti a comprendere le cause della moria. E’ impossibile combattere il nemico senza conoscerlo”.

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